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LETTERA/ Ecco la circolare dell’Inps che "blocca" i consumi

Pubblicazione:domenica 13 gennaio 2013

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Caro Direttore,

Lui, Antonio Mastrapasqua, Presidente in quel dell’Inps poliedrico, occupa altre 24 poltrone, guadagnando complessivamente 1.200.000 euro l’anno. Io, disabile al 100%, inabile quindi al lavoro, vedo risarcita la mia condizione dall’Inps con un assegno annuale di 3.586,31 euro. Giusto? Giusto, lui lavora io no! Lavora e molto, tutti i giorni, 24 ore al giorno, deve farlo per riuscire a sedere su tutte quelle poltrone.

In quei 57,6 minuti al giorno che fa il presidente, tenta di farlo al meglio: scova una sentenza della Corte di Cassazione del 25 febbraio 2011, la n. 4677. La studia, la estende, la applica. Mentre tutti sono in giro a fare spese, il 28 dicembre 2012 lui fa una Circolare: la 149; sibillino ci ficca dentro un “nota bene”. Dice: «Dal 2013 il limite è coniugale».

Un leggero prurito mi coglie, cerco di capire. La circolare stabilisce la ridefinizione che ogni anno l’Inps fa degli importi per le provvidenze tenendo conto del costo della vita. Insieme a essi vengono rimodulati anche i limiti reddituali che rappresentano un paletto oltre il quale cade il diritto alla pensione. I limiti reddituali ci sono sempre stati, occorre ricordare che fino all’anno scorso nel conteggio per la pensione con invalidità al 100% si teneva in conto del solo reddito personale. Con la nuova regola, se coniugati, va verificato che la somma del proprio reddito più quello del coniuge sia contenuto entro i 16.746,99 euro. Acc...che botta, cade il mio diritto alla pensione; toccherà farcela in quattro con 1.288,23 euro lordi al mese. Vista da qui sarà dura, toccherà imprecare all’ingiustizia, magari sperare in un ravvedimento operoso del Nostro e perchennò nell’ipersensibilità pre-elettorale di politici a caccia di voti; si può addirittura adire al fare compassionevole di chi sta leggendo.

Un momento però, se mi sposto e guardo da lì, oplà tutto muta. Basta guardare ai fatti che la crisi economica mostra e si scorge altro: il maldestro impiego delle risorse produttive, quelle di un reddito mal allocato, per esempio, hanno impallato il meccanismo dello scambio, generando una domanda insufficiente e un offerta in eccesso. Se poi, come dicono quelli che sanno, la propensione al consumo degli individui risulta inversa alla loro capacità reddituale, tra me e Mastrapasqua occorre rifare i conti.


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