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TASSE & FAMIGLIE/ 2. La Merkel si "mangia" tutti i nostri risparmi

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L'economia va presa nel suo complesso, non può essere esaminata per compartimenti stagni. Se vanno male le imprese, e con esse l'occupazione, le famiglie di conseguenza non possono che tirare la cinghia.

Cosa può dirci dell'anno appena trascorso?
Guardi, solo i primi nove mesi: c'è un meno 6,5% di produzione industriale, un meno 10,4% di ordinativi. Lei pensi che dal 2007 il Pil è sceso del 6,7%. Dal 2007 al 2011 ci sono un milione e 250mila persone disoccupate in più. Aggiunga un credito in calo, lo Stato che non riesce a pagare i suoi debiti. Lei pensi che in tre anni, tra il precedente governo e quello attuale, sono state fatte manovre per 210 miliardi di euro. Il 70 per cento è costituito da tasse.

Che cosa vuole dire vivere in Italia in queste condizioni?
Oggi ci sono 20 milioni di italiani che vivono con meno di 2.000 euro al mese e ci sono 8 milioni e 300mila italiani che sono sulla soglia di povertà relativa. Basta illustrare queste cifre per vedere come gli italiani, le famiglie italiane stiano facendo i salti mortali.

Occorre un cambiamento politico?
Ma guardi, la politica ha sbagliato per tanti anni. Bisogna risalire a come è stato costruita questa moneta unica. Poi c'è la crisi, che è stata affrontata in maniera discutibile. Anche questo governo ha fatto degli errori, non ha dato dei segnali. Mario Monti si è dimostrato una sorta di “soldato” che eseguiva gli ordini della Bce e dell'Europa. Ma gli errori che sono stati fatti sono tanti.

Forse sarebbe il caso di uscire da questa spirale deflazionistica?
Bisognerebbe spiegarlo ai tedeschi, che però non ci sentono. Qui continuano a dare la colpa al debito pubblico e sembra che non guardino la realtà. Si dice che noi siamo spendaccioni, che gli Stati dell'Europa meridionale sono spendaccioni. Resta il fatto che fino al 2006 il debito pubblico, sia in Spagna che in Italia regrediva lentamente. Poi c'è stata la crisi e i debiti pubblici sono aumentati. Non è il debito che ha creato la crisi, ma la crisi che ha creato il debito. Che differenza c'è ad esempio tra noi e la Gran Bretagna? L'unica cosa è che là hanno una banca che può stampare moneta. Questo da noi non si può fare.

(Gianluigi Da Rold)

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