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IL CASO/ Sapelli: la finanza prepara una nuova "illusione" mondiale

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L’espansione della base monetaria è una sorta di legge generale che - come trecento anni or sono - sovradetermina i destini mondiali. Il ragionamento che fanno le banche mondiali (e i tedeschi fanno finta di non accorgersene, e quando se ne accorgono vengono presi per le orecchie dagli Usa e sbattuti fuori dalla Bce), Giappone in testa, è questo: facciamo salire il valore degli investimenti finanziari sperando che in tal modo qualche rivolo consistente di denaro si riversi sull’economia reale.

È un atto disperato, ma saggio. È il grido della sentinella nella notte. Nessuno ascolta e capisce, però. Eppure questo accade con grande evidenza in Europa. L’espansione creditizia manovrata dalla Bce, i prestiti bilaterali, gli obbiettivi di bilancio meno rigorosi, sono andati di pari passo con l’ampliamento delle reti di sicurezza che hanno sostenuto i dividendi non economici reali, ma invece dei mercati finanziari. Il crollo dei valori delle banche francesi e tedesche esposte verso l’Europa del Sud è stato evitato con un paio di migliaia di miliardi prontamente emessi nonostante tutte le prediche antinflazionistiche e questo ha galvanizzato le borse.

Le azioni sono in rialzo oltre il 10%, gli spread si sono ridotti e si è stabilizzata la quota dei titoli statali spagnoli e italiani nei portafogli degli investitori. In questo Monti non c’entra un bel nulla. Draghi ha agito come una Fata Morgana. E così tutti i banchieri centrali mondiali. Ma ciò che conta è che in questo modo i depositi nazionali sono stati posti in salvo, così come le obbligazioni e i finanziamenti a tempo, riducendo gli impatti negativi che si temevano sui mercati mondiali. E tutto questo nonostante che la disoccupazione abbia raggiunto i duecento milioni circa nell’area Ocse e i diciannove milioni nell’Eurozona.

In Europa tutto è chiaro. I mercati finanziari brindano, i salari diminuiscono a rotta di collo e questo secondo alcuni dovrebbe sostituire quell’aumento di produttività del 30% circa che sarebbe necessario per recuperare il differenziale produttività con gli Usa e la Germania per rilanciare l’Eurozona e guarirne le disuguaglianze di crescita.

Naturalmente questo non fa, invece, che ritardare l’ampliamento della crisi. La finanza prende tempo. Incanta e ubriaca. Vediamo se crollerà prima l’economia mondiale, e in primis quella europea, per il divario crescente tra economia reale ed economia finanziaria oppure per l’immensa sofferenza sociale che questa discrasia sta provocando nello spirito umano.

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COMMENTI
16/01/2013 - la grande finanza e proposte ememdabili (antonio petrina)

Il grande pericolo della finanza sembra uguale a quello del '29 per cui venne approvata la legge GS Act inopitamente abolita per cattivi consigli dal presidente Clinton.. il settore bancario (della finanza shadow) riuscirà ad autoriformarsi ?

 
15/01/2013 - la finanza PERDE tempo (Pietro Sita)

In mezzo a tanti articoli e commenti stupidi di giornalisti e soprattutto di politici, leggo sempre volentieri i suoi commenti sempre intelligenti e puntuali. Bernanke quando inaugurò la serie dei Q.E. disse chiaramente che servivano a sostenere i valori finanziari che in mancanza di questa liquidità sarebbero scesi. Il sostegno ai valori finanziari non fa prendere tempo fa PERDERE tempo.La finanza e la politica continuano negli errori che hanno portato a questa crisi e non fanno che peggiorarla. Vediamo la Grecia: ad alcuni anni dal primo "salvataggio" e messa sempre peggio e fra un anno sarà messa ancora peggio, alla faccia di Montie Draghi che dicono che il peggio è alle spalle. Le bugie che propinano ci fanno capire quanto sia realmente gravissima la situazione. Per paura dei disordini sociali "prendono tempo". Intanto drenano tutte le risorse dell'economia reale, attraverso una tassazione vessatoria,per chiudere i buchi immensi creati dalle banche con la "finanza creativa". Non potrà mai esserci ripresa quando le aziende si trasferiscono nei paesi emergenti. La globalizzazione voluta dalla grande finanza e dalle multinazionali sta distruggendo le nostre piccole e medie imprese e quindi la piccola e media borghesia. Occorrono soluzioni drastiche, in particolare deve cessare immediatamente il signoraggio primario e secondario delle banche. Perchè nessuno parla mai di questa truffa gigantesca ai danni dei popoli?