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Economia e Finanza

FINANZA/ Il "golpe" di Palazzo Koch può salvare l’Italia

Ignazio Visco, Governatore della Banca d'Italia (Infophoto)Ignazio Visco, Governatore della Banca d'Italia (Infophoto)

La patata è bollente e gigantesca: si parla di sofferenze per 70 miliardi di euro. Se si aggiungono i 140 miliardi di titoli acquistati nell’ultimo anno, si forma un tappo davvero consistente che spaventa le banche e le induce a lesinare il credito. Certo, le banche non possono essere esentate da ogni rischio, debbono rafforzare il capitale, ridurre la leva finanziaria e pagare quando sbagliano. Le imprese, dal canto loro, debbono fare più ricorso al mercato: se la crisi riduce il bancocentrismo, malattia senile del capitalismo italiano, è un bene. Tuttavia, sono tutte trasformazioni quanto meno di medio periodo. Adesso bisogna uscire il prima possibile dalla crisi. E farlo senza aspettare il traino delle esportazioni che resta fondamentale, ma parziale e comunque dipendente dal ciclo stagnante dell’area euro.

Invece di lasciare tutto al fervido lavorio di menti ingegnose, che giustamente non credono alle promesse elettorali, la Banca d’Italia dovrebbe prendere in mano la situazione. Certo, ancora una volta la banca centrale è costretta a fare supplenza riempiendo il vuoto lasciato dal Governo. Ma solo lei ha il quadro vero, possiede tutti gli strumenti per capire e per intervenire. Potrebbe, dunque, elaborare un progetto credibile e compatibile (anche con le regole della Bce), attorno al quale esercitare la moral suasion, inanzitutto sul sistema bancario che a lei fa riferimento e poi sulle forze politiche.

Fin da ora, senza attendere il risultato delle urne. Perché chiunque vinca, come prima cosa dovrà sciogliere il primo nodo che blocca la crescita.

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COMMENTI
17/01/2013 - La soluzione è nella Bce (Carlo Cerofolini)

Unica soluzione per prima non andare in rovina e poi vedere implodere l’area euro è quello che la Bce possa stampare moneta – come la Fed Usa e tutte le banche centrali del mondo – ed allontanare così la speculazione internazionale dal’euro stesso. Solo che finora da questa situazione, critica per tante nazioni Ue e destinata pure ad aggravarsi, chi ci ha guadagnato è stata la Germania, a spese soprattutto dell’Italia, e quindi ben si capiscono i niet teutonici in proposito. L’Italia sia quindi inflessibile su questo punto.