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Economia e Finanza

FINANZA/ Petrolio e commodities, nuove "bolle" in arrivo

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Una qualche legge della termo-dinamica rende necessarie questa operazione di equivalenza? No, solo la necessità per le banche di perpetuare il rally a Wall Street e guadagnare a spese vostre. È proprio così, altrimenti - stante l’attuale situazione di fondamentali domanda/offerta - un trader assennato starebbe shortando il petrolio, invece acquistano tutti futures perché hanno bisogno delle correlazione di crescita - quasi un trade contemporaneo - fra prezzo del petrolio e andamento delle molte compagnie legate all’oro nero trattate nello S&P 500: se il prezzo del petrolio calasse, il loro “pump&dump” su quei titoli sarebbe molto più difficile e rischioso.

È la cosiddetta strategia del “bang to the close”, ovvero operare al rialzo alla chiusura dei mercati per garantire un effetto artificiale all’insù: peccato che, formalmente, questa sarebbe vietata per le commodities, a meno che non fosse indirizzata al ribasso. Qualcuno per questi giochini con Enron si è beccato qualche secolo di galera, in quel caso la commodity era l’elettricità, ma evidentemente ora va bene così, Bernanke ha dato il via libera. Come spiegare, altrimenti, un aumento del prezzo del petrolio di 10 dollari in un mese a fronte di condizioni di fondamentali, dinamiche di mercato e prospettive geopolitiche identiche negli ultimi sei mesi? Solo con il “bang to the close” che tanto piace ai traders e le loro mire di guadagno attraverso la correlazione di prezzo del petrolio e prezzo dei titoli legati al settore nell’S&P 500 di Wall Street.

Guarda caso, come confermano dati resi noti da Morgan Stanley, il livello di leva negli investimenti da parte di manager che speculano sul rialzo o ribasso di titoli - ovvero gli hedge funds - oggi è al più alto livello di ogni inizio anno dal 2004. Capite da soli che il benessere di pochi, attraverso quella che di fatto è una manipolazione del mercato, costa a tutti gli altri un aggravio nei prezzi di generi alimentari ed energia, il tutto su base quotidiana vista l’operatività sui futures, senza che vi siano fondamentali a giustificare una simile dinamica.

Forse, serve una riforma, forse sarebbe ora di tornare a domanda/offerta come unico indicatore reale nel mercato delle commodities. Perché pensate che si punti al dollaro debole, attraverso la stamperia sempre aperta della Fed? L’export certo, ma anche l’aumento del prezzo delle commodities, strumentale a questa dinamica di mercato delinquenziale. E pensate che per spezzare questa catena, basterebbe un’unica, piccola, semplicissima riform;, peccato che andrebbe contro gli interessi di Wall Street, quindi scordatevi che qualcuno possa o voglia farla: imporre la consegna fisica del materiale su cui si è operato attraverso i contratti futures. Stesse a me poter decidere, permetterei deroghe al principio di consegna del materiale solo ai traders con posizioni aperte sotto i 20 contratti, visto che sono troppo piccoli per muovere il mercato ma al tempo stesso forniscono liquidità e permettono la creazione di un principio di prezzo equo a chi entra nel mercato e agli altri partecipanti. Sopra i 20 contratti, obbligo di consegna fisica del materiale entro 30 giorni. Semplice, no? Lasciate stare che chiunque facesse una legge simile si troverebbe in stanza otto minorenni nude pronte a denunciarlo per stupro, tre chili di cocaina nell’armadio, il fucile che ha ucciso Kennedy e il timer della strage di Capaci nascosti nel bagagliaio della macchina...


COMMENTI
17/01/2013 - art. di Bottarelli. (Fausto Testaguzza)

Leggo con piacere i suoi articoli e condivido le sue ragioni sui mali della finanza che privatizza i guadagni e collettivizza le perdite ma, a costo di essere considerato un ingenuo, non riesco a capire le ragioni della politica che non agisce. In ogni caso grazie e buon lavoro.

 
17/01/2013 - Ma chi sono i gansters? (Pietro Sita)

Attendo con ansia un suo commento a questa chicca che ho appena letto su Bloomberg. La finanza è diventata peggio delle delle piaghe di biblica memoria. Al Capone e le mafie di tutto il mondo impallidiscono al confronto di questi banksters, sono dei piccolo e indifesi apprendisti! Tra l'altro i mafiosi, poverini, rischiano pure di finire in galera! Loro, i banksters, invece no, perchè ci potrebbero finire di mezzo degli innocenti, ci potrebbero essere dei contraccolpi al sistema bancario! Lo fanno solo per il nostro bene! http://www.bloomberg.com/news/2013-01-17/deutsche-bank-derivative-helped-monte-paschi-mask-losses.html