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Economia e Finanza

INTERVISTA/ Sylvie Goulard: eurobond e Monti, la cura per Ue e Italia

Ieri è stata approvata una risoluzione, firmata da SYLVIE GOULARD, per esortare a intraprendere ogni strada possibile per introdurre strumenti di mutualizzazione del debito pubblico

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Tentare ogni possibile percorso per trasformare in realtà gli eurobond e altre forme di mutualizzazione dei debiti sovrani, stabilendo fin da subito una concreta tabella di marcia al fine di raggiungere tali obiettivi. E’ quanto ha chiesto l’Europarlamento a Commissione e Consiglio Ue in una risoluzione approvata mercoledì, sottolineando l’ulteriore necessità di istituire un fondo europeo di rimborso del debito da far entrare in vigore immediatamente o nel medio termine. La risoluzione trae le proprie origini dall’iniziativa della liberale Sylvie Goulard, coautrice con il premier Mario Monti del libro “La democrazia in Europa”. In questa intervista per ilsussidiario.net, l’europarlamentare francese descrive l’importanza delle richieste avanzate a Strasburgo e commenta l’attuale impegno politico del presidente del Consiglio uscente.

Cosa rappresentano le iniziative che l’Europarlamento torna a proporre?

Quanto richiesto non fa parte di una procedura decisionale che porterà inevitabilmente alla creazione degli eurobond, ma rappresenta comunque un segnale estremamente chiaro di una maggioranza per continuare a lavorare su tutte le opzioni possibili, senza escluderne alcuna e senza ideologie.

C’è chi crede che, senza riforme, gli eurobond non possano funzionare. Cosa ne pensa?

Il nostro messaggio è chiaro: non abbiamo intenzione di introdurre gli eurobond per evitare di attuare ulteriori riforme. Si tratta solamente di una forma di mutualizzazione del debito per aiutare e per dare maggior coraggio ai paesi che hanno già preso la difficile scelta di intraprendere la strada europea.

Come si è giunti alla risoluzione di mercoledì?

Ero tra i relatori del Six-pack (pacchetto legislativo composto da sei regolamenti in materia economico-finanziaria adottato dal Parlamento europeo ed entrato in vigore il 12 dicembre 2011, ndr) e nel momento della negoziazione con Consiglio e Commissione siamo stati proprio noi a chiedere di giungere al cosiddetto “Libro Verde” sulla fattibilità dell'introduzione di stability bond. La recente risoluzione rappresenta dunque la risposta a un lavoro della Commissione che abbiamo richiesto in passato, ma crediamo sia ormai arrivato il momento di avanzare proposte più innovative sul breve o medio termine.

La prospettiva degli Eurobond ha incontrato alcune difficoltà oggettive, dal momento che potrebbe richiedere una riforma dei trattati europei. Cosa ne pensa?

E’ vero, per una mutualizzazione più sviluppata del debito potrebbe rendersi necessario un cambiamento dei trattati e, forse, anche di una riforma costituzionale nazionale, ma non vedo perché tutto ciò non debba essere possibile. Non dobbiamo considerare vietata una soluzione di questo tipo, ma cominciare a individuare e affrontare ogni singolo ostacolo.

Come in passato, però, anche questo tentativo potrà essere oggetto di diverse critiche da parte della Germania, non crede?


COMMENTI
17/01/2013 - Monti non può convincere (Carlo Cerofolini)

Considerato quello che il “sobrio” Monti in soli 13 mesi con l’azione del suo governo ci sta portando alla rovina non si può che essere molto scettici sulla bontà delle sue proposte, considerato che se l’Ue non vuole implodere e l’Italia essere grecizzata occorre: 1) che la Bce possa battere moneta dome tutte le banche centrali, per allontanare dall’euro la speculazione internazionale; 2) che l’Italia ricontratti i diktat Ue (tedeschi) per noi iugulatori, puntando i piedi se occorre; 3) che la nostra Cassa depositi e prestiti si attrezzi per accollarsi parte del debito pubblico, fuori così dai calcoli Eurostat - come ha fatto con la sua Cdp la Germania che ne ha così “inguattato” il 17% - e pure per pagare i 100 miliardi che le aziende avanzano dagli enti pubblici, per non mandarle in bancarotta.