BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Economia e Finanza

FINANZA/ Forte: l'Italia può dare uno "schiaffo" alla Germania

Angela Merkel  (InfoPhoto) Angela Merkel (InfoPhoto)

Oggi la crisi del debito colpisce di più gli Stati meridionali, e il rigorismo tedesco danneggia in particolare questi ultimi in relazione alle difficoltà frapposte dalla Germania a un intervento della Bce. Mi sembra quindi di grande importanza che come nuovo presidente dell’Eurogruppo sia scelta una figura come Moscovici, che guarderebbe maggiormente alla crescita utilizzando delle leve come i project bond per lo sviluppo Ue, in contrapposizione alla Germania che non ha nessuna intenzione di prestare ascolto a queste proposte.

 

Moscovici può avere i numeri per sconfiggere Dijsselblom?

 

Un elemento decisivo può essere l’appoggio italiano, che si aggiungerebbe a quello spagnolo dando un peso politico rilevante alla Francia anche dal punto di vista numerico. Un candidato francese ha buone carte negli organismi europei, dove ci sono già molti esponenti del Nord in posizioni chiave e l’italiano Mario Draghi alla Bce, mentre Parigi non ha nessuno. Si tratta di capire fino a che punto il governo di Francoise Hollande riuscirà a sviluppare questa strategia e, soprattutto, fino a che punto otterrà l’appoggio dell’Italia di Monti in questa partita decisiva. Finora Monti si è dichiarato europeista, perché segue la linea della Merkel, ma essere europeista significa anche entrare in sintonia con la Francia e con la Gran Bretagna.

 

Il Regno Unito però non fa parte dell’Eurozona …

 

E’ vero, ma uno degli errori che si stanno compiendo, in particolare da parte di Monti, è non rendersi conto che l’Ue ha un bisogno essenziale del Regno Unito per essere una vera Europa. Ciò vale dal punto di vista culturale, economico, politico, scientifico e militare. Lasciare Londra fuori dai giochi è una scelta pericolosa sul piano politico e strategico. Il fatto di avere una leadership francese in Europa è quindi molto importante, perché crea un riequilibrio rispetto a quella tedesca e facilita una comprensione con il Regno Unito. Quest’ultimo infatti da un punto di vista economico, storico e culturale ha maggiori legami con la Francia che non con la Germania. Quella tra Moscovici e Dijsselblom non è quindi solo una sfida tra Nord e Sud, ma anche una partita di carattere più vasto tra un europeismo di più ampio respiro e uno invece degno degli imperi centrali.

 

(Pietro Vernizzi)

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
19/01/2013 - commento (francesco taddei)

la germania proseguendo sulla via del rigore come visione di lungo termine ha potuto investire per migliorare i propri prodotti ed esportarli nel mondo e con il loro successo accrescere di dimensioni (guardate l'audi). come tecnologie la germania non è seconda a nessuno. francia o gbr o germania che importa? l'italia è e rimarrà ai margini dell'europa: sia per la forza politica degli altri (e chi ce l'ha non la condivide),sia per la nostra scarsa affidabilità, sia per le nostre permanenti divisioni, sia per la nostra antropologica vocazione ad accettare il comando degli altri. in italia "europeismo" significa obbedire, mai essere protagonisti, mai rafforzarsi, mai competizione.