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PIL & NUMERI/ Un errore di calcolo condanna l'Italia

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La spesa pubblica che fa crescere il Pil è quella utilizzata per richiedere lo svolgimento di servizi da parte delle imprese in modo da creare occupazione e reddito. Se per ipotesi un funzionario utilizza un milione di euro di fondi pubblici pagati dai cittadini con le loro tasse per regalarli a un suo amico firmando una fattura falsa, non produce nulla e quindi il Pil non sale. Al contrario, quando lo Stato domanda beni e servizi alle imprese il Pil sale. Questo discorso vale quindi solo a condizione che lo Stato sia capace di non sprecare, evitando appalti truccati e corruzione.

 

In effetti è difficile non avere il dubbio che sprechi e corruzione in Italia siano una condizione inevitabile…

 

Gli economisti contrari alla spesa pubblica sostengono infatti che in Italia siamo tutti corrotti, e quindi qualsiasi investimento statale finisce in mazzette e non crea occupazione e Prodotto interno lordo. La domanda se l’Italia sia o meno capace di non fare sprechi è legittima. Se la risposta è sì, grazie agli investimenti possiamo uscire dall’attuale crisi, altrimenti in caso contrario significa raccogliere i soldi dei cittadini con le tasse solamente per dilapidarli. Con un presidente del consiglio valido come Mario Monti e un Commissario per la spending review come Enrico Bondi, non riesco a immaginare che non riescano a fare come in tutto il mondo.

 

In che senso?

 

Tanto negli Stati Uniti, quanto in Germania e nel Regno Unito, in un momento di crisi lo Stato spende di più senza fare sprechi, ma chiedendo beni e servizi alle imprese. Proprio perché c’è un governo competente anche in Italia, mi sarei aspettato che come prima cosa avrebbe attuato degli investimenti. Non attuandoli, è come se il governo dicesse di non essere in grado di controllare la corruzione e gli sprechi nella Pubblica amministrazione, e quindi rinunciasse a introdurre delle politiche fiscali espansive. La forza del governo britannico di Margaret Thatcher è stata proprio quella di tagliare tutti gli sprechi, dando una risposta ai cittadini inglesi che erano furibondi e non ne potevano più di una Pubblica amministrazione statalizzata e sprecona.

 

(Pietro Vernizzi)



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