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FEBBRAIO 2013/ La lettera "misteriosa" di Draghi: Cara Merkel, la Germania è un pericolo...

Pubblicazione:mercoledì 2 gennaio 2013

Mario Draghi (InfoPhoto) Mario Draghi (InfoPhoto)

Liebe Kanzlerin,

il Consiglio europeo del 14 dicembre ha messo in mostra una preoccupante paralisi. I mercati finanziari non hanno ritrovato la fiducia perduta e l’economia europea ristagna. Le banche centrali hanno fatto tutto il possibile per uscire dalla crisi, non si può dire altrettanto dei governi. Negli ultimi tre anni la Bce ha aumentato il suo bilancio di duemila miliardi in linea con la Fed, la Banca del Giappone millecinquecento al pari della banca centrale cinese; la Banca d’Inghilterra cinquecento miliardi. Si tratta di poco meno di ottomila miliardi di dollari. I tassi di interesse sono stati portati a zero in termini reali. Ciò ha evitato che la crisi si trasformasse in deflazione, ma il meccanismo di trasmissione verso l’economia reale non ha funzionato a dovere.

La Germania finora è stata ampiamente isolata da alcune delle difficoltà che si sono manifestate altrove in Europa. Ma gli ultimi dati suggeriscono che questi sviluppi negativi cominciano a colpire anche l’economia tedesca. La Germania è una economia aperta e integrata, dunque non è sorprendente che un rallentamento nel resto dell’area euro abbia un impatto anche su di lei. Gli scambi all’interno dell’eurozona sono pari al 40% del prodotto lordo tedesco. E circa il 65% degli investimenti esteri viene da altri paesi dell’area euro. Eppure, viene messo in luce meno di frequente come i problemi della più ampia zona euro influenzano la situazione finanziaria in Germania.

È la debole economia dell’area euro a mantenere i tassi di interesse a livelli così bassi. Ed è la crisi di fiducia in alcuni paesi a provocare un flusso di moneta in Germania alla ricerca di un paradiso sicuro, deprimendo così ancora di più i tassi di interesse. Ciò sottolinea il fatto che i paesi in una area monetaria unica sono connessi come vasi comunicanti. Un cambiamento in uno dei vasi crea un eguale cambiamento negli altri. Gli sviluppi finanziari in Germania sono l’immagine allo specchio degli sviluppi finanziari nel resto dell’area euro. E ciò significa che le misure per assicurare la stabilità dell’area euro nella sua interezza saranno di beneficio anche ai tedeschi.

Nello stesso tempo, ci sono problemi che la Germania non ha risolto, destinati a influenzare in maniera negativa l’intera area euro:

1 - Preoccupa, in modo particolare, la situazione del sistema bancario tedesco. La più grande banca, la Deutsche Bank, si è liberata l’anno scorso di molti titoli di debito sovrano, soprattutto dei paesi in difficoltà. Ma ha in bilancio un ammontare allarmante di titoli derivati, molti dei quali sono ancora il frutto delle politiche di investimento precedenti la crisi del 2008. Sono una vera bomba a tempo che potrebbe esplodere di fronte a nuove tensioni sul mercato interbancario. Nello stesso tempo le banche regionali (Landesbanken) e le casse di risparmio (Sparkassen) hanno ancor oggi un capitale del tutto esiguo rispetto agli impieghi. Un problema di rafforzamento patrimoniale si pone in modo particolare anche per Commerzbank, la seconda banca commerciale del Paese. Gli intrecci azionari con grandi industrie, inoltre, aumentano il rischio sistemico.

È dovere del banchiere centrale, dunque, segnalare tutto ciò che può mettere in pericolo la stabilità. E ricordare che l’unione finanziaria è essenziale in un’area di moneta unica dove il flusso di capitale attraverso i confini nazionali può condurre a boom creditizi e altri squilibri che possono diffondersi rapidamente agli altri paesi membri. Una parte fondamentale della unione finanziaria è la nascita di un unico supervisore bancario. Il Consiglio europeo ha deciso che il nuovo supervisore debba essere basato presso la Bce. Ma la unione finanziaria non implica di mettere in comune le garanzie dei depositi, una questione che preoccupa il suo Paese. I contribuenti tedeschi non dovranno pagare per le crisi bancarie in altri paesi membri dell’euroarea e viceversa. Anche per questo, rinviare senza rendersi conto dell’urgenza di mettere in sicurezza l’intero sistema finanziario europeo, rischia di diventare un comportamento pericoloso per la stabilità che la Bce deve tutelare.


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COMMENTI
02/01/2013 - lettera alla Merkel (delfini paolo)

Non solo il governo Merkel e' pericoloso e dannoso per i popoli europei, ma la stessa Bce con il Fmi e l'Ue sono tra i pericoli piu'grandi.I problemi sono ,tra l'altro, le decisioni che avvengono a Wall Street, nella City e a Francoforte, caro dott Draghi!

 
02/01/2013 - europa unita e federata (carlo precetti)

concordo, in uno stato federale dobbiamo essere tutti allo stesso livello (anche con i tassi). w l'europa.