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CROLLO MPS/ Borghi: ecco il “peccato originale” della banca di Siena

Pubblicazione:mercoledì 23 gennaio 2013 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 23 gennaio 2013, 16.29

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Anche in tal caso, l’operazione è estremamente sospetta. Mi chiedo se la magistratura sarà altrettanto veloce nell’accertare eventuali responsabilità. Chi ha avvallato una scelta del genere, deve aver per forza potuto disporre di una sponda politica, appoggi, informazioni esclusive. Temo che, come al solito, non se ne verrà a capo. In Italia, i disastri finanziari non hanno mai paternità. Accadono, e basta.

Che c’entrano i derivati con tutto questo?

Quando si strapaga qualcosa, e se si fanno uscire dalla cassa ingenti somme non coperte da analoghi ricavi, si crea un buco. Spesso, i derivati sono utilizzati per coprire questi buchi. Di per sé, l’utilizzo del derivato non è un male. Il problema, è che non di rado, invece che per tutelarsi dall’eventuale perdita, si usano per camuffare la perdita in bilancio. E si spera nell’avverarsi dell’evento negativo, da cui lo strumento finanziario dovrebbe proteggere, per riscuoterne il premio previsto. E’ come se, invece di effettuare un investimento,  comprassi dei biglietti della lotteria, e, nella speranza di vittoria, ne indicassi il valore a bilancio, camuffandolo da profitto.

Perché lei è così convinto che tutto ciò non sia prassi anche nelle altre banche?

Beh, perché l’Antoveneta l’ha comprata solo Mps… Mi spiego: non risultano operazioni altrettanto sospette; certo, ci sono stati degli errori, specialmente in termini di timing, come alcune acquisizioni da parte di Unicredit. Che, tuttavia, sono state ampiamente compensate da altre operazioni, quali quelle effettuate sull’est europeo.

 

(Paolo Nessi)



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