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Economia e Finanza

REDDITOMETRO/ Blangiardo: giusto esentare i pensionati con reddito basso. Ora si dia la caccia agli evasori

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Il problema non è verificare se la pensione sia dovuta o meno. Il problema è verificare se c’è della gente che inevitabilmente deve consumare qualcosa e non arriva neanche a dichiarare ciò che è comunque indispensabile per vivere. Io credo che il redditometro nasca (anche se ora viene contestato da tutti e sembra che nessuno lo abbia voluto) come idea legata al buonsenso; è perciò evidente che non si può guadagnare meno di quanto serve per vivere, a meno che non ci sia qualche forma di aiuto, magari da parte dei parenti, che può essere dimostrato al fisco. Ma al di là di questi casi, in generale un contribuente che dichiara una cifra inferiore a quella che normalmente serve per vivere, credo che sia sospetto. E siccome credo sia interesse di tutti che non ci siano evasori e falsi poveri ritengo che questa sia una buona battaglia se vogliamo dare una colpo all’evasione.

 

Così come è stato pensato il redditometro è un buon strumento?

 

C’è bisogno di applicarlo con intelligenza. Il problema non è la norma, non sono le leggi, ma la capacità dei dipendenti dell’Agenzia delle Entrate di non essere troppo “pignoli”, ma di essere ragionevoli e disponibili ad accettare le spiegazioni e magari una capacità di non vessare, per esempio, una pensionata 90enne.

 

Secondo lei come stanno affrontando il tema del redditometro i candidati alle prossime elezioni politiche?

 

Secondo me, con paura. Temono di venire associati a questo strumento che i mezzi di comunicazione dipingono come una pratica vessatoria nel riguardo dei poveri cittadini. Se invece loro riuscissero a far capire che l’obiettivo è quello di dare una mano ai cittadini che pagano le tasse cercando di scovare quelli che evadono, se si dichiarassero sostenitori di questa creatura con le finalità con le quali è stata pensata, potrebbero dare l’impressione di essere delle persone serie che non si limitano a dire recuperiamo tot miliardi dall’evasione senza specificare in che modo.

 

(Elena Pescucci)

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COMMENTI
23/01/2013 - 10.000 euro... siamo sicuri siano pochi? (Chiara Sena)

Ho capito il senso dell'articolo, certo, ma leggendo questo dettaglio sono rimasta colpita. Dichiarare 10.000 euro l'anno è sospetto perchè non si può vivere con quella cifra... ma sul serio?? Ma possibile che ancora non si è capito che tantissimi, soprattutto noi giovani, sono costretti ad arrangiarsi con pochissimo e che 10.000 euro ce li facciamo bastare eccome? Siamo proprio noi i "non dipendenti che dichiarano pochissimo", perchè ci barcameniamo tra contratti a chiamata, a progetto, ecc... (senza contare i periodi di disoccupazione). Ho l'impressione che tutto il "sistema Italia" e la mentalità di chi è assestato da tempo nelle proprie posizioni lavorative siano ancora tarati su un modello ormai in fase di estinzione. [Comunque Blangiardo si contraddice perchè poi parla di non colpire persone col reddito basso. Forse mancava una precisazione - magari ovvia, ma comunicare nel modo giusto è importante: 10.000 euro sono pochi per chi ha poi un tenore di vita alto e palesemente in contraddizione con tale reddito]