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SPENDING REVIEW/ I tre "assi" di Monti contro Tremonti

Pubblicazione:mercoledì 23 gennaio 2013

Giulio Tremonti (Infophoto) Giulio Tremonti (Infophoto)

Le voci che sono cresciute anche del 50% negli ultimi anni sono gli acquisti di beni e servizi, i fondi perduti, che rappresentano uno spreco e alimentano la criminalità, e tutte le 7mila società ex municipalizzate degli enti locali. A puntare il dito contro queste tre voci è stata la Corte dei conti a febbraio 2012.

 

Quanto si può risparmiare tagliando gli sprechi?

 

Nel 2012, su 805 miliardi di euro di spesa complessiva di tutte le pubbliche amministrazioni, i tagli importanti sono fattibili soprattutto su acquisti di beni e servizi e fondi perduti. L’acquisto di beni e servizi è arrivato a quasi 150 miliardi di euro, i fondi perduti corrispondono a 36 miliardi di euro l’anno. 186 miliardi di euro su 805 sono soggetti più facilmente a tagli e contenimenti senza il bisogno di nessuna macelleria sociale.

 

Si può tagliare realmente sulle forniture agli ospedali incluse nella voce “acquisto di beni e servizi”?

 

Si deve, perché in questi anni sono aumentate del 50%. Che cosa è successo, c’è stata un’epidemia di colera? La stessa voce di acquisto, per esempio le siringhe, in una regione costa un euro a scatola e in un’altra cinque euro. E’ il fallimento del federalismo fiscale straccione e falso fatto dalla Lega nord nella legislatura che si è appena conclusa.

 

Quindi lei non valuta in modo del tutto positivo il modo in cui il governo Monti è riuscito a tagliare su questi sprechi?

 

Il governo Monti non può fare miracoli. Già ha fatto molto tamponando la situazione finanziaria, ora però il progetto Monti per la prossima legislatura deve segnare questa discontinuità. I tagli non devono essere realizzati in modo orizzontale, sui valori futuri tendenziali, come ha fatto Tremonti, per nascondere in realtà degli aumenti di spesa. I tagli d’ora in poi vanno fatti mirati sulle singole voci e rispetto al dato storico dell’anno precedente, e non rispetto a ciò che le amministrazioni intendono spendere tra tre anni.

 

(Pietro Vernizzi)



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