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DIETRO LE QUINTE/ Mps, dopo Mussari nel mirino c'è Draghi?

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Insomma, domani e dopo si gioca il destino futuro di Mps e Mussari andava fatto fuori. Non solo perché addossando a lui tutte le responsabilità del passato ci si ricostruiva un verginità, ma anche perché il vulnus di un responsabile di contratti swap per coprire le perdite a capo dell’Abi dava fastidio a molti, all’estero e in Italia. Ora io mi chiedo: a chi giova il titolo Mps a picco e con esso il comparto bancario, proprio in questo momento? Eh già, perché combinazione delle combinazioni, il giorno precedente allo scoop del “Fatto”, al Palazzo di Giustizia di Milano si sono presentati gli ispettori del Fondo monetario internazionale per incontrare i giudici che si occupano di reati finanziari e per dare un’occhiatina al nostro sistema bancario: «Valutazione dei rischi e della solidità del sistema finanziario del Paese». Chissà cosa scriveranno nel loro rapportino per madame Lagarde, visto che mentre erano ancora su suolo italico hanno appreso dal “Fatto” che Mps giocava con gli swap e a farlo era nientemeno che il presidente dei banchieri? Ma ripeto, sono solo coincidenze.

Ora, però, visto che con la scoperta delle operazioni di swap delle perdite degli esercizi precedenti, tenute fuori bilancio e presumibilmente mai comunicate né alla Vigilanza di Banca d’Italia, né al Tesoro, il conto per i contribuenti italiani sarà sicuramente destinato a crescere (perché se non ve lo ricordate, stiamo regalando 3,9 miliardi a Mps per salvarsi, i Monti-bond o meglio gli Imu-bond), mi sorge spontanea una domanda: ma prima di accordare un esborso tale di capitale pubblico, il Governo perché non ha chiesto chiarezza assoluta sui conti passati con una due diligence condotta da ispettori esterni - il buon Bondi sarebbe stato utilissimo se avesse lavorato come con Parmalat - invece che staccare assegni mentre ancora i cadaveri riposavano negli armadi di Siena, salvo saltar fuori alla bisogna come in un film di Lucio Fulci?

Che Mps sia già fallita, è nei fatti. Analisti e broker londinesi che hanno curato le vendite del titoli nei giorni del rally, dicono questo. 1) Un asset quality più bassa di quella di Mps non si trova nemmeno in istituti dello Zimbabwe. 2) Gli acquisti esteri sono stati al 90% ricoperture di posizioni ribassiste assunte precedentemente. 3) I rumors sul rischio scalate sono messe quasi certamente in circolazione da Siena stessa. 4) Gli acquisti fatti nei giorni del rally sono stati quasi esclusivamente di soggetti istituzionali italiani. Bene, il primo punto è innegabile, così come il secondo a detta di tutti i principali operatori. Sul terzo punto non ho prove al riguardo, il quarto punto è invece certo. Chi ha comprato Mps? Forse Generali? E cosa se ne fa Generali di una banca decotta con in pancia 22 miliardi di titoli di Stato, quando una delle liabilities che le agenzie di rating e le banche d’affari vedono nel Leone è proprio la sua esposizione obbligazionaria sovrana? Chi altro? Mediobanca, magari? Per quale motivo? Forse perché qualcuno ha garantito loro la profittabilità dell’affare, visto che il prossimo Governo sarà così gradito ai mercati da far salire il valore di quei bonds in pancia a Mps, facendo crescere il valore del titolo, come accaduto durante il rally da poco interrotto e che invece era solo una corsa alla ricopertura? Cassa depositi e prestiti è in qualche modo presente in questo scenario di garanzia per Mps e per gli acquisti sui suoi titoli?

Sono solo domande, non illazioni, quindi delle risposte sarebbero gradite. Sono quasi certo che qualche altro contrattino, da qui al voto politico di febbraio, potrebbe saltare fuori. Anche perché, come vi ho detto, ci sono anche implicazioni estere in questa serie di coincidenze fortuite attorno a Rocca Salimbeni. Primo, i due giorni di tracollo in Borsa di Mps - ieri sospesa, altra assoluta coincidenza prima di un’assemblea dei soci per decidere un aumento di capitale - ha trascinato al ribasso l’intero comparto, in un momento in cui già tutto il settore capitalizza noccioline rispetto ai partner esteri, gli ispettori del Fmi vengono a fare le pulci ai nostri istituti di credito e l’Abi è senza presidente, perché costretto a dimettersi per uno swap di troppo. Certamente di Mps non frega nulla a nessuno all’estero, è una faccenda finanziaria-politica tutta italiana e tutta targata Pd, ma di qualche altro istituto più grande la cui capitalizzazione di Borsa precipita e diventa un boccone prelibato quasi in saldo, magari sì.


COMMENTI
25/01/2013 - Risorse finanziarie per futuri investimenti! (Silvano Rucci)

Al nostro Ministro Giulio Tremonti, che, a suo tempo, ha provato a creare una Banca italiana Statale, è stato risposto che non è possibile in quanto questa soluzione è una pratica comunista mentre noi siamo un Paese socialista e non comunista! Fino a quando ci verranno imposte delle “idiozie” di questo tipo il nostro sarà un retaggio totalitario del potere capitalistico, che tutto è tranne che socialismo, anche se nel frattempo le nostre Aziende languono per mancanza della normale liquidità e mancanza di risorse finanziarie per investire!

 
25/01/2013 - Chiarimenti alla curiosità di Vittorio Cionini (Silvano Rucci)

L’Etica è come il Totalitarismo che non si vede e non si tocca, ma esiste. Siccome il Totalitarismo esiste, lo si dovrebbe vivere e subito dopo . . .. . . l'Etica si capirebbe!

 
24/01/2013 - Etica (Vittorio Cionini)

Cosa é l'Etica? Qualcuno l'ha vista o toccata? Grazie per i chiarimenti Vittorio Cionini

 
24/01/2013 - Regole prive di Etica! (Silvano Rucci)

Le regole di mercato dovrebbero essere allettanti per gli investitori, ma senza l'etica sono state declassate! Quelle della politica non alletterebbero nessuno: oltre che prive di etica sono diventate antidemocratiche ed anticostituzionali!