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MONTE DEI PASCHI/ Monti: governo pronto a riferire alle Camere. Napolitano: questione grave

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Crolla in Borsa il Monte dei Paschi di Siena, a seguito dello scandalo derivati che ha coinvolto la banca toscana. Dopo il tonfo di ieri dell’8,4%, il titolo ha perso oggi l’8,19%, trascinato a fondo dalle operazioni finanziarie utilizzate dalla precedente amministrazione dell’istituto guidata da Giuseppe Mussari (poi dimessosi dalla presidenza dell’Abi, Associazione Banche Italiane) per nascondere le reali perdite. Il presidente del Consiglio Mario Monti, intervenuto a Davos al World Economic Forum, ha assicurato che, come richiesto dal presidente della Camera Gianfranco Fini, il governo italiano è pronto a riferire in Parlamento attraverso il ministro dell'Economia Vittorio Grilli. “Non è un fulmine a ciel sereno – ha detto lo stesso Grilli prima degli interventi di Napolitano e Monti - sappiamo da un anno che la banca è in una situazione problematica. Non ho evidenza di problemi simili in altre banche. Sui controlli dico soltanto che spettano a Banca d'Italia”. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha invece confermato che, a suo giudizio, si tratta di “una questione abbastanza grave di cui si sta occupando la Banca d'Italia". "Non sono mai stato un esperto di banche, comunque non ho notizie", ha aggiunto. "Se la questione è grave, bisogna preoccuparsi, ma ho piena fiducia nell'operato di Bankitalia". Per capire come MPS sia rimasta coinvolta in una bufera del genere, Claudio Borghi Aquilini, professore di Economia degli intermediari finanziari presso l’Università Cattolica, ha spiegato in una recente intervista per IlSussidiario.net che “quando si strapaga qualcosa, e se si fanno uscire dalla cassa ingenti somme non coperte da analoghi ricavi, si crea un buco. Spesso, i derivati sono utilizzati per coprire questi buchi. Di per sé, l’utilizzo del derivato non è un male. Il problema, è che non di rado, invece che per tutelarsi dall’eventuale perdita, si usano per camuffare la perdita in bilancio. E si spera nell’avverarsi dell’evento negativo, da cui lo strumento finanziario dovrebbe proteggere, per riscuoterne il premio previsto”. E’ come se, invece di effettuare un investimento, “comprassi dei biglietti della lotteria, e, nella speranza di vittoria, ne indicassi il valore a bilancio, camuffandolo da profitto”, aggiunge Borghi Aquilini.



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