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CAOS MPS/ I quattro "colpevoli" di un pasticcio (non solo) finanziario

Pubblicazione:venerdì 25 gennaio 2013 - Ultimo aggiornamento:venerdì 25 gennaio 2013, 13.15

Palazzo Salimbeni, sede di Mps (Infophoto) Palazzo Salimbeni, sede di Mps (Infophoto)

Ma che cos’è, una crisi bancaria quella che ha colpito il Monte dei Paschi di Siena, o una guerra di tutti contro tutti? È dovuto scendere in campo il Capo dello Stato per ricordare che la situazione è grave, e proprio per questo va affrontata in modo serio, senza strumentalizzazioni di parte e con gli occhi puntati all’interesse del Paese. A che punto siamo arrivati se il ministro del Tesoro Vittorio Grilli scarica le responsabilità sulla Banca d’Italia, la quale scarica le responsabilità su Giuseppe Mussari e i suoi amministratori, i quali scaricano sulla politica che ha messo pesantemente le mani sulla banca e sulle banche?

Quanto alla politica, il Pdl accusa i Ds, Massimo D’Alema respinge la patata bollente, il sistema senese si chiude a riccio, mentre i populisti da Grillo a Ingroia inzuppano il pane. I grandi banchieri, a loro volta, scaricano la pecora nera: da Giovanni Bazoli a Enrico Cucchiani a Federico Ghizzoni, giurano che loro sono come la moglie di Cesare, al di sopra di ogni sospetto. Invece, tutti dovrebbero capire che siamo di fronte a una crisi di ampia portata. Ciascuno dovrà assumersi le proprie responsabilità, senza giudizi sommari, né demonizzazioni.

Mussari ha stipulato contratti derivati, ma davvero è stato l’unico? È chiaro che ha sbagliato perdendo, sembra, 700 milioni: tuttavia chi è senza peccato scagli la prima pietra. In Unicredit i derivati sono il 12,5% dell’attivo, in Intesa meno del 10%, una quota di sicurezza. Attenzione, però: anche i subprime erano un’infima quota nel mercato immobiliare americano. E abbiamo visto cosa è successo.

Dunque, ha ragione Napolitano, il crac Mps è una cosa seria e va affrontata con senso di responsabilità. Serietà vorrebbe che invece di dire io non c’entro, tutti facessero autocritica. Tutti chi?

1 - Cominciamo dal sistema bancario del quale Mussari è stato fino a pochi giorni fa il battagliero rappresentante. Nominato alla testa dell’Abi con il consenso di tutti, costruito in particolare da Bazoli e Giuseppe Guzzetti (che lo ha sempre apprezzato e sostenuto) l’avvocato calabro-senese viene rinnegato prima che il gallo canti. Davvero Montepaschi è un’eccezione? Da almeno dieci anni, derivati e prodotti finanziari più o meno tossici sono stati spalmati dalle banche alla clientela: comuni, regioni, risparmiatori, industriali (l’intero distretto dei divani è stato devastato da scommesse sbagliate sui derivati, non bisogna dimenticarlo), non c’è chi non sia stato direttamente o indirettamente coinvolto nella rete. Un economista che preferisce non apparire per non cadere in conflitto d’interesse, confessa che la differenza vera con le banche americane è che quelle italiane hanno spostato i rischi sui clienti, Cirio, Parmalat, i tango bond insegnano. E la crisi non era ancora scoppiata. Dunque, un invito all’umiltà: ciascuno faccia davvero pulizia in casa propria e nessuno si presenti come santo o come martire.


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COMMENTI
25/01/2013 - MPS e non solo (MAURO L'ERARIO)

Non vorrei fare il menagramo: ma siamo all'alba di una deriva autoritaria. Ormai è scontro senza quartiere tra potere giudiziario e politico (non solo: ma anche economico, finanziario ecc.). Lo scandalo MPS: possibile si sia scoperto in questi giorni oppure c'entra la scadenza elettorale? ILVA: è possibile che dopo oltre quarant'anni di inquinamento solo negli ultimi mesi la magistratura si accorge delle morti per cancro da inquinamento? Posso ancora andare avanti, ma è necessario fermarsi a contemplare l'"Allegoria del buongoverno" di Lorenzetti che affresca il Palazzo civico di Siena, dove la giustizia è sorretta dalla sapienza.

 
25/01/2013 - Trasparenza e chiarezza (Vittorio Cionini)

Chi predica trasparenza e chiarezza nel mondo economico/finanziario dovrebbe essere consapevole che in pratica vuole distruggere un sistema per crearne un altro dove succederanno le stesse cose. Dai tempi di Adamo ed Eva é così ed é necessario che sia così altrimenti le società non progrediscono. Senza la cieca (nel senso che non si vuol vedere quello che si guarda) fiducia in bilanci paludati e certificati ma sostanzialmente falsi tutto il castello finanziario crolla miseramente. Che bisogno ci sarebbe di redigere documenti su carta patinata, circondarsi di marmi e paramenti in prestigiosi palazzi e usare linguaggi esoterici se non fosse necessario buttare fumo negli occhi degli sprovveduti. Fino al momento in cui si dice "il Re é nudo" e ci si prepara a vestirne un altro. Vittorio Cionini P.S. Credo che questo mio commento sarà ritenuto inopportuno e non pubblicato.

 
25/01/2013 - Risorse finanziarie per futuri investimenti! (Silvano Rucci)

Al nostro Ministro Giulio Tremonti, che, a suo tempo, ha provato a creare una Banca italiana Statale, è stato risposto che non è possibile in quanto questa soluzione è una pratica comunista mentre noi siamo un Paese socialista e non comunista! Fino a quando ci verranno imposte delle “idiozie” di questo tipo il nostro sarà un retaggio totalitario del potere capitalistico, che tutto è tranne che socialismo, anche se nel frattempo le nostre Aziende languono per mancanza della normale liquidità e mancanza di risorse finanziarie per nuovi investimenti!