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TERREMOTO MPS/ Forte: un disastro cominciato nel 1999

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Il Governo sapeva semplicemente, come tutti, che Mps aveva bisogno di soldi per turare le falle del suo bilancio. Nel momento in cui è intervenuto per dare a una banca che si è mangiata il capitale sociale un prestito di 3,9 miliardi di euro, era tenuto a fare chiarezza, a informarsi, e sapere.

 

Veniamo all’acquisizione dell’Antonveneta. Si parla di tangenti...

La tesi è grottesca. Normalmente, le tangenti si producono attraverso operazioni in utile, non in perdita. A meno che non vogliamo ipotizzare tangenti destinate a persone legate al Banco di Santander, e che queste, a loro volta, siano legate al compratore.

 

Perché, allora, la banca è stata pagata 3 miliardi in più del suo valore?

Il Monte dei Paschi aveva bisogno di accrescere il proprio potere politico. Ed è stato disposto a perderci, pur di raggiungere lo scopo. Conveniva comprare una banca nel Veneto, in quanto dotata di elevata concentrazione territoriale di potere politico; un istituto scivolato in area prodiana che il Pd ritenne di riportare nella propria.

 

Quanto ha pesato l’operazione sul dissesto della banca?

E’ stata fondamentale, molto più della perdita generata dai derivati.

 

Come giudica la denuncia di Monti?

Avrebbe potuto destinare i proventi dell’Imu alla imprese. Invece, ha voluto consentire alla Fondazione e al Pd di preservare il proprio potere politico. Avrebbe potuto, in alternative, imporre alla banca di reperire risorse sul mercato, attraverso un lancio di azioni, in grado di recuperare parte del proprio capitale sociale. Questo, tuttavia, avrebbe deposto la Fondazione dal proprio ruolo di potere.  

 

Anche altre banche potrebbero trovarsi in una situazione analoga?

Non credo. I problemi di Mps dipendono, fondamentalmente, dall’acquisizione di Antonveneta.

 

Come se ne esce?

Il Governo dovrebbe erogare solo parte del prestito subordinato, aspettando di sapere quanto sono disposti a metterci gli azionisti e se ci sono altri azionisti disposti a entrare nel capitale sociale. I fondamentali della banca restano buoni e si può ipotizzare, per esempio, di vendere l’Antonveneta.

 

(Paolo Nessi)




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