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Economia e Finanza

CASO MPS/ 1. Mazzotta: nazionalizziamo la banca, lo Stato faccia come gli Usa

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Il fatto che siano stati ingannati i mercati, gli azionisti e le autorità di controllo rappresenta un gravissimo vulnus al sistema. Ma ciò che conta ancora di più è che si è determinata una distruzione di ricchezza che graverà sulle spalle  di tutto il mondo del risparmio italiano.

Che ripercussioni ci saranno?

Il sistema creditizio italiano, da anni, a causa della crisi, è in sofferenza. Le banche hanno enormi perdite di crediti, e problemi di adeguatezza patrimoniale. Dare l’impressione che nel nostro sistema possano accadere fatti del genere, getta un’ombra anche su chi si è comportato bene. In un momento di affaticamento oggettivo, le nostre banche rischiano di risultare agli occhi dei mercati insicure e prive di autorevolezza. Mettere in ginocchio la reputazione del nostro sistema bancario, diminuisce le nostre capacità di uscire dalla crisi.

Come se ne viene a capo?

Le ricapitalizzazioni bancarie, in momenti di crisi – come la storia insegna -, vanno fatte dagli Stati. Gli attuali strumenti di debito rappresentano dei palliativi. In accordo con le autorità europee, va seguito il metodo americano: il Tesoro Usa ha acquisito la proprietà delle banche in crisi,  e oggi ne sta rivendendo sul mercato le azioni, guadagnandoci. Quindi, Mps va commissariato e nazionalizzato, attraverso la sottoscrizione di un aumento di capitale. Quando accadono questi disastri, vanno a casa gli amministratori e gli azionisti. Si salvano i depositanti e i clienti.

Usare risorse pubbliche implica il rischio di sforamento rispetto agli obiettivi legati al deficit.

Il problema non è solo italiano, ma anche spagnolo, francese e tedesco. Metà del sistema bancario europeo è sottocapitalizzato. L’Italia deve, quindi, iniziare a ragionare con gli altri Paesi per capire come usare il fondo Salva Stati. Siamo in una fase di restrizione del credito e, per uscire dalla crisi, una delle decisioni indispensabili consiste nella ricostruzione dei patrimoni bancari. Solo allora sarà possibile riprendere l’erogazione, avendo totalmente coperto le perdite determinate da anni di recessione. Il caso Mps è eclatante ed estremo, ma la situazione patrimoniale degli altri istituti, pur priva di elementi catastrofici, è preoccupante. Contestualmente, occorrerà procedere rapidamente all’unificazione della vigilanza bancaria.

 

(Paolo Nessi)

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