BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Economia e Finanza

CASO MPS/ 2. Uno scandalo che scopre i "buchi" delle banche

InfophotoInfophoto

In Italia, come noto, il Pil nel 2012 ha segnato un -2,6% (ultime stime) e la disoccupazione è sopra l’11%, mentre per il 2013 si prevede che supererà il 12%. In questa situazione, ancora oggi sulla prima pagina del sito di Mps troviamo la pubblicità di conti correnti con un rendimento del 5%. Secondo voi, come’è possibile offrire un rendimento del 5%, quando l’economia reale è in calo e la disoccupazione aumenta? Com’è possibile senza correre i rischi della speculazione? Ma la cosa più grave è che le offerte di Mps non sono eccezionali e uniche, non sono fuori mercato. Sono in linea con le offerte delle altre banche presenti in Italia.

Tutte le banche fanno così. Tutte le banche sono nelle stesse condizioni, più o meno. E loro lo sanno benissimo: per questo dal 2007 non si fidano più l’una dell’altra. Questa è la realtà di un sistema bancario fallito nel suo insieme. Lo sanno e perseverano, non sapendo (per mancanza di valori) e non potendo (con le attuale regole) fare altro. E queste sono le stesse banche che, in caso di scoperto non garantito, sono capaci di applicare una “commissione di istruttoria veloce”, pari a 70 euro al giorno, per tutti i giorni in cui si verifica lo scoperto. L’economia soffre, ma loro pretendono sempre il loro guadagno sul denaro che loro creano dal nulla. E questa “commissione di istruttoria veloce” è permessa da uno dei tanti articoli del famigerato decreto Salva-Italia di Monti, (D.L. 201 del 6.12.2011 art.6 bis) che introduce una modifica al Testo unico bancario, prevedendo il nuovo articolo 117bis. A seguito della suddetta norma, è stato emanato il Decreto del Ministero e dell’Economia e delle Finanze n. 644 del 30.6.2012 che ribadisce che la commissione di istruttoria veloce “non eccede i costi mediamente sostenuti dall’intermediario per svolgere l’istruttoria veloce e a questa direttamente connessi”. Ci si chiede: ma siamo proprio sicuri che 70 euro per ogni giorno di scoperto siano una cifra congrua? E se lo fosse, si deve svolgere questa “istruttoria veloce” ogni benedetto giorno?

Occorre tenersi pronti. Si avvicina il momento in cui occorre scendere in piazza, moralmente, spiritualmente e anche materialmente. E far applicare le regole del libero mercato pure al sistema bancario. E poi rifondare tutto, tenendo conto che “lo sviluppo economico, sociale e politico ha bisogno, se vuole essere autenticamente umano, di fare spazio al principio di gratuità come espressione di fraternità” (Caritas in Veritate, n. 35).

E magari rileggersi la Quadragesimo Anno, paragrafo “e”, intitolato “i rimedi” (alla crisi generata dalla Grande Depressione): “Così, per evitare l’estremo dell’individualismo da una parte, come del socialismo dall’altra, si dovrà soprattutto avere riguardo del pari alla doppia natura, individuale e sociale propria, tanto del capitale o della proprietà, quanto del lavoro. Le relazioni quindi fra l’uno e l’altro devono essere regolate secondo le leggi di una esattissima giustizia commutativa, appoggiata alla carità cristiana” (Quadragesimo Anno, n. 110).

Questo, a mio avviso, è il cuore del principio di sussidiarietà. Estote parati! Estote fortes!

© Riproduzione Riservata.