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CASO MPS/ Debenedetti: ecco il vero "potere" che ha affondato la banca

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Che questa impostazione non venne accettata. Tuti i miei emendamenti vennero respinti. Non c’è da stupirsi: le Fondazioni sono centri di potere e quindi fonti di consenso politico: tutti i partiti hanno interesse a tenerselo buono. Ministro era Ciampi, ma chi si occupava di questo tema era Roberto Pinza, componente cattolica dell’Ulivo. Ma poteva contare su consensi trasversali che andavano da Forza Italia al Pds. Ciampi mi diceva di essere d’accordo con me, ma non ci andava molto a capire che c’erano equilibri politici che non si potevano toccare. D’altra parte avevo già sperimentato le resistenze al progetto di legge che avevamo studiato con Francesco Giavazzi, Alessandro De Nicola, Alessandro Penati per consentire alle Fondazioni di vendere su mercato le partecipazioni nelle “loro” banche.

 

Cosa prevedeva?

 

Era un ingegnoso sistema di vendita che avrebbe massimizzato il ricavato delle vendite per le Fondazioni, e che quindi andava nel loro interesse. Interesse economico evidentemente: tutto a scapito dell’interesse “politico” tra virgolette, cioè indiretto, del potere che deriva dal controllo di una banca. Quella proposta incontrò una resistenza pressappoco “militare”, da una parte perché alla politica interessava avere quel canale di controllo, dall’altra perché non si aveva fiducia nella capacità allocativa del mercato. E se poi le banche le avesse comperate uno straniero? O la mafia? Oppure se nessuno avesse voluto comperarle? Ne abbiamo sentite di tutti i colori. Nessuno ha capito che in questo modo si faceva il vero interesse delle Fondazioni, del capitale che non è “loro” ma delle comunità dove le banche sono nate e cresciute. Il caso Mps è eclatante, ma sono molte le Fondazioni che hanno mantenuto quote importanti del loro patrimonio immobilizzato nelle “loro” banche e che ora si leccano le ferite.

 

Perché le sue proposte trovarono una simile opposizione?

 

Perché le Fondazioni non vogliono perdere il potere. Potere economico, e potere politico che ne deriva. Il guaio, se così si può dire, è che questa linea era sostenuta da persone straordinarie, non solo ne senso ovvio della rettitudine personale, ma anche di visione politica. Una per tutte l’avvocato Guzzetti, persona di grande statura intellettuale e morale. Ma le leggi vanno fatto proprio per non dover contare su persone eccezionali, ma su persone normali, e per difendersi da quelle che sono… oltre la linea. E dico questo senza alcun riferimento specifico ai fatti da cui lei ha iniziato questa chiacchierata.

 

In che modo la politica ha portato al disastro di Mps?


COMMENTI
29/01/2013 - Urge seguire insegnamento di von Hayek e Popper (Carlo Cerofolini)

Von Hayek e pure Popper affermavano che i cittadini si devono preoccupare di avere leggi che non consentano neppure a governanti incapaci e/o disonesti di fare eccessivi danni. Leggi di cui evidentemente in Italia siamo molto carenti, come anche il caso Mps insegna e come ben evidenziato in quest’articolo in un punto molto qualificante ed importante, quando si parla di emendamenti e proposte di Debenedetti bocciati e che andavano proprio nella direzione indicata da von Hayek e Popper.