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CASO MPS/ Debenedetti: ecco il vero "potere" che ha affondato la banca

Pubblicazione:martedì 29 gennaio 2013 - Ultimo aggiornamento:martedì 29 gennaio 2013, 8.57

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Degli illeciti si occupa la magistratura. Anch’io credo che è stata la politica a causare il disastro, ma in un senso molto più indiretto da quello che è sotteso dalla sua domanda. Nel senso che credo avesse in mente D’Alema quando di ritorno da un viaggio negli Usa, raccontò che, avendo visto a Wall Street spostare milioni di dollari da un mercato all’altro premendo il tasto di un computer, il sistema di governance di Mps gli sembrava qualcosa che apparteneva piuttosto alle tradizioni medievali. Quello che ha rovinato Mps non è tanto quello che la politica può aver fatto, ma quello che la politica ha impedito di fare, imponendo che la Fondazione, cioè in ultima analisi il Comune, mantenesse il controllo assoluto della banca. Più che una banca controllata dalla politica, una banca controllata da un municipio. E quando vuole giocare da grande, si rovina.

 

Cosa intende?

 

Che è la stessa storia delle aziende municipalizzate di elettricità, acqua, servizi vari. Anche loro centri di potere e come tale interessano alla politica.

 

E’ possibile che Draghi, ai tempi in cui era governatore della Banca d'Italia, potesse non conoscere la situazione del Monte dei Paschi prima e dopo l’acquisto dell’Antonveneta al prezzo di 3 miliardi superiore a quel lo pagato solo 2 mesi prima da Santander?

 

Bisogna intendersi su che cosa è la vigilanza. Questa controlla i conti, i coefficienti patrimoniali, la misurazione dei rischi, la solidità di una banca. In proposito ricordo che allo stress test dell’Eba, l’autorità bancaria europea, Mps fu l‘unica banca italiana “bocciata”. L’autorità di vigilanza solo induttivamente può avere degli indizi che di ciò che per definizione non è nei libri, perché è nascosto con cura: scoprirlo è compito della magistratura che ha anche i poteri per farlo. La Banca d’Italia non è la polizia giudiziaria, il suo scopo primario è di assicurare la stabilità del sistema bancario. Quindi rimediare in tempo alle situazioni che possono presentare pericoli, evitando di lanciare facili allarmi che provocherebbero proprio il danno che è compito della Banca evitare.

 

Eppure, ha dato l’ok all’operazione.

 

E ci mancherebbe. Un’autorità di vigilanza non si sostituisce al management. Controlla che la banca abbia i mezzi per comperare e capacità per gestire, ma non deve sostituirsi alla decisione manageriale approvata dai soci. Ricordo che Fazio era stato violentemente criticato proprio perché accusato di favorire od ostacolare operazioni di fusioni per realizzare il suo master plan. Se Banca d’Italia si sostituisse al management, diventerebbe responsabile dei risultati della banca. Sarebbe una nazionalizzazione. Si ritornerebbe alla casella di partenza da cui è iniziata questa conversazione.

 

Secondo lei, a questo punto, come sarà possibile salvare il salvabile?

 

Qualcuno ha proposto di nazionalizzare la banca, per poi venderla al mercato. Giusto, cosi si farebbe in America o in Inghilterra. Ma, da noi e detto tra di noi, lei si fiderebbe?

 

(Paolo Nessi)



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COMMENTI
29/01/2013 - Urge seguire insegnamento di von Hayek e Popper (Carlo Cerofolini)

Von Hayek e pure Popper affermavano che i cittadini si devono preoccupare di avere leggi che non consentano neppure a governanti incapaci e/o disonesti di fare eccessivi danni. Leggi di cui evidentemente in Italia siamo molto carenti, come anche il caso Mps insegna e come ben evidenziato in quest’articolo in un punto molto qualificante ed importante, quando si parla di emendamenti e proposte di Debenedetti bocciati e che andavano proprio nella direzione indicata da von Hayek e Popper.