BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

FISCAL CLIFF & SPREAD/ La Spagna interrompe la "festa" dei mercati

Infophoto Infophoto

Il governo, quello che attacca il ritorno in campo di Silvio Berlusconi, parla ufficialmente di «punto più basso della crisi già toccato e sostanziatosi in un -30%», dato ridicolo rispetto a quello avanzato da chi lavora nel settore, salvo poi dover ammettere che non ci sarà alcuna ripresa economica prima almeno del 2014. Il Fondo monetario internazionale predice una contrazione dell'1,3% l'anno prossimo, mentre Citigroup e Nomura addirittura prevedono una prosecuzione della fase depressiva per tutto il 2014. Il tutto con un tasso di disoccupazione già al 26,2% e in continua crescita.

Ma se per quanto riguarda il mercato del lavoro si può ricorrere alla pratica della svalutazione interna, il fatto di aver perso le leve di sovranità monetaria preclude a Madrid la possibilità di creare le condizioni per un "abbassamento morbido" dei prezzi immobiliari nominali. E questa situazione va a unirsi a quella del sistema bancario, essendo real estate e credito due settori strettamente correlati in Spagna e destinati a un abbraccio mortale nel quale l'uno porta sul fondo l'altro, nonostante la "bad bank" governativa in cui sono stati riversati miliardi e miliardi di bad loans ma solo dai tre giganti del credito del Paese (e sapete che la crisi spagnola è stata resa possibile dalle piccole banche, soprattutto le casse di risparmio regionali).

Come vi ho già spiegato la scorsa settimana, la già nazionalizzata Bankia si ritrova a non valere più nulla, avendo un valore negativo di -4,2 miliardi di euro e conoscendo crolli del titoli in Borsa da doppia cifra. Quindi, disastri su tre fronti: mercato immobiliare, del credito e azionario, visto che se i 350mila piccoli azionisti di Bankia - la quale ha bisogno di altri 13,5 miliardi di soldi dei contribuenti, portando il totale a 18 miliardi - hanno ormai perso tutto il loro investimento, quelli del Banco di Valencia si ritrovano con un titolo che vale 0,09 euro per azione e dopo il salvataggio da parte del Frob e la vendita a CaxiaBank non avranno più nemmeno quei pochi centesimi. Calcoli avanzati dalla stampa iberica dicono che il costo totale dei salvataggi bancari porterà il budget di deficit al 9% del Pil nel 2012, ben lontano dal target Ue del 4,5%, oltretutto già rivisto al rialzo durante l'anno al 6,3%.


COMMENTI
03/01/2013 - Berlusconi direbbe che è colpa dell'IMU (Giuseppe Crippa)

A questo come sempre interessante contributo di Mauro Bottarelli alla comprensione dell’andamento dei mercati finanziari manca, a mio avviso, un accenno alla tassazione degli immobili in Spagna, giusto per capire se una eventuale IMU spagnola (ammesso che ci sia) pesi o meno su questo trend ribassista. PS – Mi fa piacere vedere che quasi due delle quattro previsioni che avevo scelto tra le dieci proposte da Saxo Bank come più verosimili si stiano già avverando… certamente Bottarelli farà meglio di me, ma non gli sarà facile!