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FISCAL CLIFF & SPREAD/ La Spagna interrompe la "festa" dei mercati

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Calcolando che il picco di quel dato si è registrato nel 2009, quando raggiunse l'11,2% del Pil, di miglioramenti in tre anni ne sono stati fatti pochi, al netto delle iniezioni di denaro Ue. E in una situazione simile è chiaro che si lotti come si può per sopravvivere, lanciando però shock sul mercato. Santander, pur di disfarsi di un complesso condominiale a Toledo, l'ha venduto con uno sconto del 60%, innescando una richiesta al ribasso totalmente speculativa che subito dopo ha visto Banco Sabadel costretto a vendere con uno sconto ancora più alto, del 70%. Un'altra grande banca, terrorizzata, ha sospeso l'operatività della sua divisione immobiliare a Toledo per due settimane nell'attesa che il mercato si riprendesse dallo shock ribassista.

Sempre Rodriguez de Acunia pensa che «i prezzi andranno in ripresa entro cinque, otto anni nelle tradizionali aree costiere delle Canarie o di Malaga, ma per ora le banche provano a resistere dall'offrire grossi sconti e i telefoni restano muti. A Marbella i prezzi sono già scesi del 50% e continuano a scendere. Addirittura, in aree di ultra-costruzione come Castellon, vicino Valencia, le banche hanno totalmente chiuso i rubinetti del credito, quindi moltissime case non saranno mai vendute e saranno, molto probabilmente, abbattute».

Cos'abbia avuto ieri da festeggiare l'indice Ibex 35, scusate ma io proprio non lo capisco. Qualcuno mi può aiutare? Astenersi chi ritiene che il "Fiscal Cliff" sia stato risolutivo. 

 

P.S. In compenso, cari lettori, il 2 di gennaio Saxo Bank aveva già azzeccato una delle sue dieci "previsioni oltraggiose". Il premier giapponese, Shenzo Abe, ha reso noto che il governo stanzierà un triliardo di yen, circa 8 miliardi di euro, per acquistare impianti dedicati al settore elettronico e all'industria della fibra di carbonio, nei fatti la nazionalizzazione mascherata - in stile industria automobilistica Usa - di cui parlava Saxo Bank per tamponare la concorrenza ormai spietata della Sud Corea.

Ora scatta la possibile seconda scommessa sul Giappone, ovvero quella relativa allo yen. Abe ha posto un tasso di cambio implicito di 90 yen per un dollaro e ha imposto alla Banca centrale di puntare alla svalutazione della moneta attraverso massicci acquisti di bonds esteri, sull'esempio della Banca centrale svizzera. Un azzardo, visto che puntare sulla reflazione significa scherzare con il fuoco, potendo innescare una decimazione del portafoglio obbligazionario degli istituti nipponici e innescare una crisi bancaria. Le banche giapponesi detengono, infatti, bonds governativi per una percentuale pari al 900% del loro capitale Tier 1: insomma, occhio a quanto potrà accadere a Tokyo.



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COMMENTI
03/01/2013 - Berlusconi direbbe che è colpa dell'IMU (Giuseppe Crippa)

A questo come sempre interessante contributo di Mauro Bottarelli alla comprensione dell’andamento dei mercati finanziari manca, a mio avviso, un accenno alla tassazione degli immobili in Spagna, giusto per capire se una eventuale IMU spagnola (ammesso che ci sia) pesi o meno su questo trend ribassista. PS – Mi fa piacere vedere che quasi due delle quattro previsioni che avevo scelto tra le dieci proposte da Saxo Bank come più verosimili si stiano già avverando… certamente Bottarelli farà meglio di me, ma non gli sarà facile!