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Economia e Finanza

CASO MPS/ Bertone: Governo e banche, ecco la lista dei nuovi "buchi"

Vittorio Grilli (Infophoto)Vittorio Grilli (Infophoto)

Sia perché ormai l’uso di strumenti tecnici più sofisticati permette di aggirare i controlli tradizionali, da quello della Banca d’Italia fino alla Consob, sia soprattutto perché, per motivi di opportunità politica o di semplice cecità, si è scelto di lasciar marcire una situazione che andava affrontata e risolta molto prima.

 

La sottoscrizione di nuovi titoli, ha sottolineato il ministro, assoggetterà Mps a “importanti e penetranti vincoli in termini di governance e operativita”. Di che tipo secondo lei?

Come dicevo, si è scelto di sostituire un prestito precedente con uno nuovo e di dare del tempo alla banca per prendere le sue decisioni, in parte già annunciate da Alessandro Profumo: innanzitutto l’abolizione del tetto del 4% al possesso azionario di tutti quei soggetti che non sono la Fondazione e, probabilmente, la rimozione di numerosi condizioni e vincoli nella gestione di partecipazione, oltre che di quella ragnatela che in questi anni è stata creata per spremere un po’ di liquidità qua e là. Non dimentichiamo che tutta questa fase di decantazione e di rimozione servirà a snellire e a ristrutturare la banca per renderla più “appetibile”.

 

Cosa significa appetibile?

Significa che alla fine, e in questo Profumo è stato molto esplicito, visto che la Fondazione non sottoscriverà l’aumento di capitale da un miliardo, sarà necessario offrire garanzie a un socio finanziario forte affinché entri e prenda in mano le leve del comando. Che si faccia quindi finita con quella che sembra essere la regola seguita fino a oggi, cioè ipotizzare, per raccogliere un miliardo, l’entrata di 10 soci da 100 milioni o di 20 da 50 milioni, meglio ancora se coinvolti in attività in qualche modo istituzionali. Basta con questo meccanismo di collusione a qualunque livello al termine del quale, di fronte a una banca di tale importanza, bene o male ci si può sempre mettere d’accordo.

 

Quanto deve temere adesso un risparmiatore che possiede titoli Mps?

Il risparmiatore in questo momento ha di fronte un business plan in via d’attuazione che credo sia abbastanza convincente. Se quindi il Monte dei Paschi troverà un suo equilibrio di gestione, liberandosi di tutto ciò che è eliminabile, bene o male potrà riprendere la sua strada senza troppi problemi. Certo, la situazione è per certi versi molto delicata e complessa.

 

Cosa intende dire?

Non dimentichiamo che, tra i tanti “misfatti” dell'amministrazione precedente, qualcuno (non solo Mussari) chiese ai soci dipendenti di investire parte del Tfr in azioni Mps, quando queste valevano ovviamente molto più di adesso. Ci sono quindi migliaia di lavoratori e di pensionati del Monte dei Paschi che, facendo quello che ritenevano un gesto doveroso di fiducia nei confronti della propria banca, si sono ritrovati tutto a un tratto gabbati.

 

Qual è lo stato di salute del sistema bancario italiano e quanto ha influito negativamente la vicenda Mps?