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FIAT-CHRYSLER/ Quanti punti interrogativi sui successi di Marchionne negli Usa

La sede Chrysler a Detroit La sede Chrysler a Detroit

Fiat non può prendere la liquidità di Chrysler in quanto quest’ultima è una sussidiaria. Marchionne non può quindi finanziare la casa madre in Italia con i profitti Usa: esistono regole che lo vietano in modo evidente. La condizione perché ciò avvenga è che Chrysler diventi una branca della Fiat. C’è inoltre un terzo punto interrogativo, cui Marchionne non ha mai voluto fornire risposte convincenti.

 

Quale?

 

Ciò che non si comprende è perché Fiat, che ha 50 miliardi di euro di debiti, nello stesso tempo dichiari di avere 20 miliardi di liquidità. Perché si tiene questo cuscinetto? Marchionne ha sempre spiegato che nel momento in cui scoppiasse un’altra crisi come quella del 2008, Fiat avrebbe comunque i soldi per pagare stipendi e fornitori.

 

Secondo lei invece qual è il vero motivo?

 

Esiste un’altra possibile spiegazione, e cioè che Fiat si tenga questa somma per completare l’operazione Chrysler senza dovere fare aumenti di capitale o indebitarsi a costi troppo elevati. Stiamo parlando comunque di somme enormi, e che potrebbero essere utilizzate per abbattere l’indebitamento. Ricordo che a dicembre era circolata un’indiscrezione su un aumento di capitale di Fiat da due miliardi di euro, e il Lingotto non aveva commentato. E’ quindi qualcosa intorno a cui sui mercati finanziari ci sono continuamente indiscrezioni.

 

(Pietro Vernizzi)

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