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FINANZA/ Le sette "meraviglie" del Prof. e la quadratura (fiscale) del cerchio

Mario Monti (Foto: Infophoto) Mario Monti (Foto: Infophoto)

6) Si rivolge innanzi tutto alla società civile offrendo a quanti non hanno trovato una risposta soddisfacente nell’offerta politica attuale una possibilità di partecipazione e di cambiamento. Si tratta di un universo più grande di quello normalmente ipotizzato e con una gran voglia di politica, quella buona ed alta, non quella fatta da inciuci e ruberie. Mobilitare questo fronte, dimostrare che esiste una possibilità concreta potrebbe portare a cambiamenti non previsti da nessuna forza politica o da nessun sondaggio demoscopico perché ancora prigionieri di vecchi schemi. 
7) I problemi sono inevitabilmente interconnessi. Alcuni nodi drammatici, come ad esempio la disoccupazione, non si risolvono se contemporaneamente non si risolvono molti altri fattori: le tasse troppo alte; la burocrazia complessa e bizantina; il costo del denaro eccessivo soprattutto se paragonato a quello dei concorrenti esteri; la giustizia farraginosa; le infrastrutture carenti. Il fatto che questi fattori siano collegati rende difficile l’attuazione di vere riforme perché in un’ottica normale diventa impossibile superare tante barriere e vince la conservazione. L’idea di affrontarli in quadro organico, di chiamare le cose con il loro nome, di far capire chiaramente quali sono gli ostacoli che impediscono il cambiamento è sicuramente audace ma è indispensabile se non ci si vuole rassegnare all’impotenza. Monti ha dovuto accettare i limiti imposti dalla strana maggioranza che lo sosteneva ma ha iniziato a fare i bilanci degli impegni assunti e dei risultati conseguiti. Lo ha fatto con una chiarezza inusitata e promette di farlo ancora di più nel futuro quando non dovrà accettare i vincoli imposti da forze politiche che non ne condividono gli obiettivi. Guai ad essere conservatori o troppo prudenti: la situazione italiana richiede un profondo rinnovamento e tutto deve avvenire in un quadro coerente. Monti promette di farlo senza avere scheletri nell’armadio e lobby che lo condizionano, come sono evidenti all’interno delle forze politiche attuali.

Gli effetti di questi cambiamenti sono cumulativi. Siamo arrivati sull’orlo del baratro perché una classe politica aveva promesso troppo a tutti, senza curarsi dei danni procurati dall’opportunismo dilagante. Per invertire la rotta occorre qualche tempo e gli effetti si possono percepire solo in un arco di tempo ragionevole. La volontà di non sciupare i sacrifici fatti è un sentimento diffuso tra tanti che si interrogano sulla loro utilità e che potrebbe costituire un primo potente aggregatore contro le forze populistiche e demagogiche che sperano di conquistare consensi ingannando gli italiani con facili promesse. 


COMMENTI
06/01/2013 - Chissà se gli italiani capiranno in tempo... (Giuseppe Crippa)

Temo però che troppi italiani, dottor Davoli, si sentano ancora feriti (nel portafoglio) da alcuni provvedimenti presi, a volte in modo un po’ rozzo, dal Governo del professor Monti in un momento di estremo pericolo per il bilancio dello Stato. Non sarà per nulla facile che in meno di due mesi riescano a ragionare su Monti con la chiarezza che Lei mostra nel suo articolo, anche perché sono circuiti ogni giorno da promesse impossibili a mantenersi o atterriti dalla paura di perdere le poche certezze rimaste (che verrebbero meno comunque, se si continuasse come negli ultimi vent’anni).