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FINANZA/ Le sette "meraviglie" del Prof. e la quadratura (fiscale) del cerchio

Pubblicazione:domenica 6 gennaio 2013

Mario Monti (Foto: Infophoto) Mario Monti (Foto: Infophoto)

Le tasse potrebbero essere la vera sorpresa e la quadratura del cerchio. 
Berlusconi ha avuto una grande popolarità con la cancellazione dell’ICI e sta cercando di cavalcare il forte desiderio di abbattimento del carico fiscale promettendo la cancellazione dell’IMU. 
Se Monti riesce a comunicare che l’unico modo di abbassare le tasse non è quello di fare proclami ma di cambiare i processi di spesa, ridefinendo il ruolo delle diverse autorità e che lui è l’unico a poterlo fare in modo credibile, potrebbe togliere a Berlusconi anche l’ultimo argomento che gli è rimasto. Dopo avere introdotte tante tasse per salvarci dal baratro, Monti ha innestato un processo di cambiamento che, se attivato su scala sistematica, potrebbe portare ad un vero abbassamento delle tasse. 
Che gli altri non siano in grado di ridurle è ovvio. Il PD, pur mosso da tante motivazioni condivisibili quali una maggiore equità e difesa dell’occupazione, è vittima di una concezione statalista per cui continuando ad allargare i confini del pubblico non potrà arginarne né l’invadenza né i costi. 
Il PDL ha dimostrato ampiamente di essere bloccato dalle impennate Berlusconiane, dal tradimento di moltissime delle promesse formulate ed in particolare quelle sulla riduzione della spesa pubblica. 
Monti può farlo perché ha una visione, perché vuole associare il proprio nome ad una trasformazione profonda del Paese per renderlo più simile a quello che lui desidera. Nessuno può ricattarlo o condizionarlo. Se riuscirà dipenderà da quanto saprà convincere gli italiani della bontà del suo progetto.
Monti ha già operato una serie di tagli sulle spese di sua stretta competenza a cominciare dai voli aerei, alle auto blu, all’organico della Presidenza del Consiglio ma è stato frenato quando ha cercato di intaccare altri interessi. Occorre scardinare una “vetocrazia” che collega lobby trasversali che urlano al golpe, truffatori che si ergono a difensori della legge, consumatori che vogliono beni e servizi senza pagarli, cittadini che esigono maggiori servizi pubblici ma senza aumentare le tasse. Un consociativismo così spinto può essere intaccato solo da una poderosa forza d’urto che non esiti ad intraprendere una dura lotta contro le rendite e che sappia ripristinare il merito e la trasparenza.
La vera alternativa non è tra destra e sinistra ma tra chi vuole effettivamente cambiare e chi difende privilegi con la speranza di scaricare su altri i costi. Il riscatto dell’Italia può nascere dal superamento di vecchie logiche, dall’attivazione di un circuito virtuoso che sappia liberare energie troppo a lungo trascurate. 


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COMMENTI
06/01/2013 - Chissà se gli italiani capiranno in tempo... (Giuseppe Crippa)

Temo però che troppi italiani, dottor Davoli, si sentano ancora feriti (nel portafoglio) da alcuni provvedimenti presi, a volte in modo un po’ rozzo, dal Governo del professor Monti in un momento di estremo pericolo per il bilancio dello Stato. Non sarà per nulla facile che in meno di due mesi riescano a ragionare su Monti con la chiarezza che Lei mostra nel suo articolo, anche perché sono circuiti ogni giorno da promesse impossibili a mantenersi o atterriti dalla paura di perdere le poche certezze rimaste (che verrebbero meno comunque, se si continuasse come negli ultimi vent’anni).