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FINANZA/ Le sette "meraviglie" del Prof. e la quadratura (fiscale) del cerchio

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Mario Monti (Foto: Infophoto)  Mario Monti (Foto: Infophoto)

Monti ci ha riservato un buon numero di sorprese e non sembra voglia fermarsi. Proviamo a fare il punto partendo dal presupposto che Monti ha gettato le basi per un progetto di radicale rinnovamento e che vorrebbe portarlo a termine proprio dopo averlo fatto “assaggiare” agli italiani. Ne esce un quadro al tempo stesso molto coerente e sorprendente.

Le sorprese di Monti
1) Chiamato per fare quello che i “politici” non potevano e non volevano fare per non perdere i loro consensi, invece di perdere in popolarità è oggi il “politico” più stimato, come dimostra il fatto che nessun altro ha l’indice di apprezzamento di Monti.
2) Anziché capitalizzare il consenso accumulato per ottenere una posizione di prestigio ha deciso di giocarsi in una battaglia molto difficile, sfidando i pronostici e accettando di essere misurato in base al consenso.
3) Ha il coraggio delle proprie convinzioni e non esita a mettere in discussione cose generalmente accettate perché ritenute immodificabili. Dire che destra e sinistra sono categorie inadeguate a rappresentare la realtà odierna e non più in grado di offrire risposte convincenti; descrivere nei sindacati forme di protezione e tutela che finiscono per ostacolare chi deve entrare nel mondo del lavoro; indicare negli insegnanti forme di corporativismo che, magari nascondendosi dietro reali problemi, rendono più difficile il reperimento di risorse che potrebbero andare a favore della scuola; ecco alcuni dei tanti esempi forniti in questi mesi. Ma la cosa più incredibile è che ha il coraggio di dire che vuole cambiare gli italiani, non accettando che non possiamo guadagnarci un rispetto ed una stima superiore a quella che oggi ci viene concessa.
Meno conservatore di così si muore. Ha fatto diventare discriminante la distinzione tra chi vuole davvero innovare e chi si ostina a difendere un passato, magari glorioso ma incapace di fornire soluzioni adeguate alle esigenze attuali.
4) Privilegia i contenuti sugli schieramenti.
Per anni la politica italiana si è battuta per demonizzare l’avversario. Ancora più importante che vincere era impedire che potesse spuntarla la controparte, fonte di ogni male. I contenuti e le proposte su cosa fare e come, passavano in secondo piano.
L’agenda punto di incontro e verifica al di là degli schieramenti rappresenta una profonda innovazione che fa fatica ad essere accettata da persone come Bersani che continuano a chiedere a Monti come si schiera. Oscar Giannino ha cercato di inserire Fare, il movimento che nasce da Fermare il declino, tra i sostenitori di Monti, pur avendo espresso varie criticità sull’agenda. Monti non è neppure preso la briga di rispondere perché l’agenda è discriminante e chi non ne condivide pienamente i contenuti non può essere un valido alleato. Che differenza con un Berlusconi che, pur di allargare la base che lo sostiene, accetta patteggiamenti sempre più umilianti con la Lega!
5) Raccoglie consensi molto trasversali ma non insegue nessuno.
Apprezzato in Europa ne vuole modificare significativamente il modo di operare ed ha già ottenuto riconoscimenti in questa direzione.
Pur appartenendo al mondo della finanza ha emesso il decreto “Cross directorship” che vieta di assumere cariche in imprese o gruppi di aziende concorrenti e che rappresenta uno dei colpi più duri alle pratiche anticoncorrenziali che hanno caratterizzato i consigli di amministrazione delle principali banche ed assicurazioni .
Cattolico praticante non ostenta la sua fede ed ha chiarito che il suo movimento sarà non confessionale e che sarà garantita una vera libertà di coscienza nell’ambito dei valori difesi dalla nostra costituzione.
A quanti provenienti dal PD o dal PDL dichiarano di avere colleghi disposti a seguirli nel passaggio sottolinea come la sua proposta non sia contro nessuno ma rivolta a quanti condividono l’agenda ed evita di promuovere qualunque tipo di proselitismo all’interno degli altri partiti pur ribadendo che non vi sono preclusioni o barriere per chiunque sottoscriva sinceramente e credibilmente l’agenda.



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COMMENTI
06/01/2013 - Chissà se gli italiani capiranno in tempo... (Giuseppe Crippa)

Temo però che troppi italiani, dottor Davoli, si sentano ancora feriti (nel portafoglio) da alcuni provvedimenti presi, a volte in modo un po’ rozzo, dal Governo del professor Monti in un momento di estremo pericolo per il bilancio dello Stato. Non sarà per nulla facile che in meno di due mesi riescano a ragionare su Monti con la chiarezza che Lei mostra nel suo articolo, anche perché sono circuiti ogni giorno da promesse impossibili a mantenersi o atterriti dalla paura di perdere le poche certezze rimaste (che verrebbero meno comunque, se si continuasse come negli ultimi vent’anni).