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IL CASO/ 1. C'è un "Grande Fratello" che guarda nelle tasche degli italiani

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La campagna elettorale ormai è in pieno svolgimento e pure la famosa “Agenda Monti” inizia a prendere corpo e a popolarsi di dettagli interessanti. Alla fine del mese di dicembre è diventata disponibile su internet, dove rinveniamo diverse idee utili a chiarire i contenuti delle azioni principali del prossimo governo. Ovviamente considero scontato il fatto che il prossimo esecutivo sarà sotto la guida di Monti, alla faccia della democrazia e della volontà del popolo italiano. Nemmeno al tempo del fascismo abbiamo vissuto una così palese violazione della volontà popolare: Mussolini salì al potere dopo averle vinte, le elezioni, e pure i successivi tragici errori vennero compiuti dai rispettivi responsabili, nel pieno della loro autorità.

Allo stato attuale, non appare pensabile una vittoria della sinistra in misura tale da poter governare da sola, o con la sinistra estrema. E la necessità di un accordo con il centro, che sostiene Monti, porterà facilmente il Professore al governo, con una buona presenza di ministri di sinistra o compiacenti verso la sinistra. In ogni caso, il fattore determinante sarà un altro: lo spread e l’influenza della speculazione internazionale. Pensate che sia un caso che lo spread si sia impennato alla notizia del ritorno di Berlusconi, e che ora, nel pieno della campagna elettorale, sia sceso fino al livello indicato da Monti e pure un pochino sotto? E se dopo le elezioni, alle prime ipotesi di un governo che non abbia Monti alla guida, si impennasse bruscamente? Sarebbe una costrizione, ma non vi sarebbero alternative. E se teniamo pure conto della considerazione che il Presidente della Repubblica Napolitano ha di Monti, la mia previsione appare pure facile.

Il sito “peragendamonti.it” contiene anche diverse proposte dei visitatori, dando così una idea di come viene vista tale Agenda da chi sostiene l’ipotesi di un governo Monti. E la proposta a oggi più votata è una delle primissime, quella denominata “Incentivare le transazioni elettroniche per combattere l’evasione fiscale”, che fa il paio con la quinta (a oggi) proposta più votata, quella denominata “No cash, solo denaro digitale da subito!”.

Che tale abbinamento (non corretto) sia fissato nella testa della gente da un pensiero unico diffuso dai media è reso evidente dai commenti alla proposta più votata. Tutti scambiano l’incentivo ai pagamenti elettronici con l’intento di arrivare alla cancellazione dei contanti. Tanto che la povera Valentina Camorani Scarpa, autrice della proposta, a un certo punto interviene tra i commentatori, quasi gridando la sua frustrazione per la confusione tra le due proposte (“Ripeto: non ho chiesto di abolire il denaro contante, ma solo di rendere più appetibile l’uso delle transazioni elettroniche”).

Questo è un assaggio di cosa voglia dire scontrarsi con un pensiero dominante. Come quando una persona, qualsiasi domanda le si faccia, risponde invariabilmente “però oggi è nuvoloso...”. E così, la seconda proposta più votata è “Tolleranza zero per corruzione, evasione fiscale ed economia sommersa”. E, in concreto, non si sa cosa voglia dire. Un riflesso pavloviano.



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