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FINANZA/ Brutte notizie dal terzo salvataggio della Grecia

La colpa dello sfacelo e della crisi, spiega MAURO BOTTARELLI, è di governi disfunzionali, tramutati in pupazzi manovrati di un sistema globalista guidato dal sistema bancario. Ecco perché 

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

Ma guarda un po' le combinazioni! Proprio la scorsa settimana parlavamo del rimpatrio di massa della liquidità in euro detenuta Oltreoceano dalle banche europee operato sul finire del 2012, sintomo di fragilità di capitale nonostante il fiume di denaro immesso dalla Bce, e come per miracolo ieri abbiamo avuto la conferma che di fissato e risanato nel sistema bancario Ue, dopo quattro anni di crisi, non c'è proprio nulla.

Con una decisione all'unanimità, infatti, i governatori del Comitato di vigilanza bancaria di Basilea, riuniti presso la Bri (Banca dei regolamenti internazionali) hanno votato gli standard di liquidità (Lcr) previsti da Basilea 3, scaglionando nel tempo la loro entrata in vigore. La scelta prevede che i nuovi criteri sulla liquidità che le banche dovranno conservare nei loro forzieri scattino dal gennaio del 2015, come era stato deciso a suo tempo ma che le misure entrino gradualmente in vigore, fino al primo gennaio 2019. Con comodo amici miei, voi alzate il telefono e minacciate un correntista se è in rosso di 20 euro da due giorni ma voi, dopo aver giocato coi nostri soldi come foste hedge funds ed esservi fatti salvare con denaro pubblico, potete mettervi a posto con calma e senza scossoni, tanto nel caso ci pensa ancora mamma Bce a darvi la paghetta. Vergognatevi! In pratica, nel 2015, gli istituti di credito dovranno garantire una quota di liquidità disponibile per far fronte ad eventuali shock di mercato pari al 60% dell'obiettivo ottimale secondo i criteri di Basilea 3. Questo "tesoretto", che dovrà consentire alle banche di fronteggiare situazioni di stress finanziario per 30 giorni, verrà incrementato del 10% ogni anno, fino ad arrivare alla copertura del 100% dei criteri previsti a fine percorso, nel 2019. Vi hanno mai concesso condizioni simili per rientrare da un prestito o per far fronte a una difficoltà temporanea? Ma voi siete cittadini-contribuenti, mica banche! E che stia per iniziare un periodo davvero ma davvero pericoloso, una nuova stagione di azzardo morale, ce lo dicono due fatti. Il primo è la conferma di quanto ho scritto venerdì scorso posta in essere sotto forma di editoriale sul Financial Times di ieri da parte di Mohamed El Erian, patron di Pimco, principale fondo obbligazionario del mondo: anche per lui, l'attivismo delle banche centrale porterà a una potenziale distorsione dei mercati, soprattutto a livello di prezzi. Per Erian, infatti, oggi come oggi le raccomandazioni di molti commentatori finanziari sono basate più su valutazioni cross-asset che sui fondamentali dell'investimento stesso, ovvero compra X perché è più a buon mercato di tutto il resto, non perché è meglio. Un atteggiamento che non stupisce e che è totalmente ascrivibile proprio all'attivismo inusuale delle banche centrali, le quali hanno artificialmente fatto salire i prezzi di certi assets e di fatto posto in essere un'ampia manipolazione degli stessi in parecchie classi. Una volta creatosi questo ambiente, sempre più investitori si sentiranno sotto pressione per riallocarsi verso investimenti sempre più a rischio, al fine di garantirsi profitti più alti. Lo ha detto chiaro e tondo il numero uno della Fed, Ben Bernanke, nella sua ultima conferenza stampa, secondo cui lo scopo della sua politica è spingere gli investitori a prendere maggiori rischi. Insomma, le banche centrali agiscono come agit prop dell'azzardo morale, invitando tutti a fregarsene dei fondamentali e pensare ai rendimenti. Una situazione che pare la fotocopia di quanto accaduto nel 2006-2007, quando l'iperattiva liquidità in eccesso che giungeva dal mondo del business portò al rialzo i prezzi degli assets in modo artificiale, contribuendo a un'indiscriminata e generalizzata compressione del premio di rischio. In quel processo, gli investitori si sentivano garantiti dal cosiddetto concetto di "grande moderazione", ovvero la certezza che banche centrali e governi avessero conquistato il ciclo di business. Come sia andata a finire, lo sappiamo tutti. Secondo, a chi pensasse che il terzo salvataggio greco abbia risolto tutto e che convertendo il debito estero ellenico di fatto in zero-coupon avrebbe cancellato il problema una volta per tutte, il nuovo anno rischia di portare una brutta notizia. Non è così, semplicemente perché si tende a dimenticare che il cuore del problema greco non è il debito sovrano o il tasso di interesse ma il sistema finanziario, ovvero le banche, sostanzialmente insolventi e quindi incapaci di finanziare qualsiavoglia tipo di ripresa, anche la più timida. I fatti, d'altronde, sono noti: la prima tranche di finanziamento ad Atene è servita a finanziare l'interesse e a pagare il dovuto alle banche straniere, mentre la porzione più grande, circa 50 miliardi di euro, non è servita all'economia del Paese ma bensì a mantenere in vita gli istituti ellenici, costretti a continui e costosi "prelievi" dall'Ela attraverso la Banca centrale e grazie alla compiacenza della Bce che ha continuato ad accettare obbligazioni greche come collaterale. A cosa siano serviti quei soldi è presto detto, tamponare gli shortfalls di capitalizzazione che sono nati da due contingenze precise. Primo, un enorme fuga di depositi dal sistema bancario locale, dovuta alla totale perdita di fiducia da parte dei cittadini greci che correvano a ritirare i loro soldi per spostarli altrove, estero o materassi poco cambia.


COMMENTI
09/01/2013 - i mulini a vento (giorgio cordiero)

Da operatore del settore della consulenza mi trovo in totale accordo con l'analisi di Bottarelli.le banche e gli organismi di controllo si inventano dei tentativi di autoregolamentazione che sridono non poco con la cd finanza emotiva. Il concetto di rishioè un qualcosa di estremamente volubile. Le persone che investono denaro tendono a cambiare abbastanza rapidamente il loro profilo a seconda dei risultati avuti dai mercati. In questo inizio di anno ci cono parecchie persone che si tendono a riposizionarsi sui mercati azionari, anche perchè il giornalismo finanziario che io definisco "dipendente" tende a dire che questo sarà un'anno positivo. Ancora una volta si tende a considerare il denaro come una massa amorfa che deve rendere sempre e comunque e non si analizza più di tanto quello che c'è dietro. Ecco che l'analisi di Bottarelli diviene utile, diviene uno strumento per fornire giusta consulenza a coloro che oggi vogliano riposizionare i propri investimenti. D'altro canto le banche non sono delle istituzioni benefiche e mirano al profitto, solo dovrebbero considerare che il loro mestiere dovrebe essere un volano per l'aconomia reale, invece così facendo creano speculazioni, crisi, controcrisi. Troppa volatilità insomma.Se però la base (risparmiatori e piccoli investirori) fosse più acorta e meno sprovveduta, certi trucchetti non riuscirebbero, o riuscirebbero di meno. Grazie Bottarelli

 
08/01/2013 - ... e quindi? (Fabrizio Terruzzi)

vabbe' d'accordo e quindi? Ovvero mi piacerebbe leggere qualche parere su: 1. cosa ci aspetta; 2. quale possibile soluzione.

 
08/01/2013 - Lo stato servile (Tommaso Cecchini)

A me ricorda la galoppata preconizzata circa 100 anni fa ne "lo stato servile" di Belloc. Utilissima lettura a tutti consigliata.