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Economia e Finanza

REDDITOMETRO/ Forte: una vera "tortura" fiscale

Attilio BeferaAttilio Befera

Adesso è diventato un’inversione dell’onere della prova, che non è ammesso dalla nostra Costituzione. Non è il contribuente che deve dimostrare che la sua dichiarazione è vera, ma è il Fisco che deve “smontare” quelle false. Per farlo non può ricorrere a una presunzione statistica, bensì deve considerare il soggetto e contrapporgli degli elementi individuali. Parlare di un tenore di vita medio non ha senso, perché possono esserci un’infinità di variabili.

 

In che modo interveniva la Guardia di finanza?

 

Prima che Attilio Befera diventasse direttore dell’Agenzia delle entrate, la Guardia di finanza, utilizzando indici riservati che non erano resi noti al contribuente, individuava le categorie a rischio e al loro interno i casi sospetti. Anziché accertare i contribuenti per sorteggio, lo faceva sulla base di indizi a conoscenza degli agenti. Questo metodo consentiva di scoprire gli evasori, soprattutto se erano evasori totali o imprenditori con dipendenti in nero.

 

Quindi lei non condivide affatto la risposta di Befera?

 

Non solo non la condivido, ma ritengo inaccettabile che un fine intellettuale come Ostellino sia trattato come un ignorante, una persona che non sa fare ragionamenti teorici, non conosce la logica o non è informato. Ciò sarebbe già inammissibile se a farlo fosse stata una persona dotata di responsabilità politiche come il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, ma è ancora più anomalo che un funzionario come Befera si metta a scrivere lettere ai giornali. Il ministro Grilli, si assume o meno la responsabilità di quanto Befera ha scritto a Ostellino? Chi ha autorizzato Befera a sostenere queste tesi sul Corriere? Si tratta di un problema grave.

 

Ora cosa accadrà?

 

Già abbiamo un governo tecnico, non vorremmo che un domani ci trovassimo i direttori generali al posto dei ministri. Il Corriere della Sera ha pubblicato di proposito la lettera di Befera in forma integrale, perché se anche avesse ragione basterebbe a farlo passare dalla parte del torto. Il responsabile del Fisco, che più di ogni altro dovrebbe essere neutro, si assume queste posizioni che sono un arbitrio. Con il risultato che sembra quasi che il governo se ne lavi le mani, e lasci che la responsabilità ricada interamente su Befera. Mentre ad avere firmato il redditometro è il Consiglio dei ministri.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
10/01/2013 - Solo propaganda! (Franco Tranquilli)

Questo è l'ennesimo strumento vessatorio, inutile e dannoso, serve solo al Sig. Befera, e alla sua compagnia, per far credere al popolo che lottano contro l'evasione Penso che il Sig. Befera non sappia cosa sia l'evasione dal momento che lui e la sua organizzazione si occupano di tartassare chi è conosciuto dal fisco e che cerca di essere rispettoso delle leggi fiscali, in tanti casi inique; chiamano evasione l'attività di recupero crediti nei confronti di soggetti che hanno regolarmente adempiuto ai loro doveri dichiarativi ma, per tanti motivi, non sono riusciti ad essere puntuali nei pagamenti. Ovviamente gli evasori veri se la ridono...loro non sono nei database del fisco e, quindi, nessuno li controlla! Tutti i giorni, per il mio lavoro, constato questa realtà! Il lavoro dell'Agenzia delle Entrate andrebbe completamente reimpostato considerando i contribuenti dei clienti! Un'azienda va a trovare i propri clienti, cerca di capire chi sono e come servirli meglio ovvero di comprendere che quel cliente è seguire con attenzione: tutto questo non succede con il fisco. I controlli avvengono tempi inqualificabili per cui i furbi se la ridono: operano per il tempo necessario poi spariscono!

 
09/01/2013 - Redditometro (Giuliano Fasani)

Ho l'impressione che si stiano confondendo i termini della questione. La tortura vera è per chi già paga le tasse e non ha nulla da temere da nuovi accertamenti. Chi non le paga forse sta facendo come Bertoldo: non trova mai il redditometro giusto. Quello precedente di Forte è evidente che non ha avuto successo visto l'altissimo tasso di evasione.

 
09/01/2013 - Occorre azzerare il tutto (Carlo Cerofolini)

Premesso che l’istituzione della flat tax ad esempio al 15% - con esenzione fino a 15.000 euro - è il miglior sistema per abbattere evasione fiscale (non conviene), rilanciare l’economia e aumentare pure le entrate dello Stato (è dimostrato) e assodato che il redditometro, con il cervellone Serpico, come pure gli studi di settore, sono solo vessatori e dannosi e non sono degni di una Nazione libera, l’unico sistema che c’è per uscire da questa trappola fiscale è azzerare il tutto, perché i nodi gordiani non si possono scioglier ma solo tagliare.