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SPY FINANZA/ Italia commissariata, gli indizi ci sono

Fiammata dello spread a inizio giornata ieri, Piazza Affari in calo: cosa sta succedendo esattamente sui mercati? MAURO BOTTARELLI prova a spiegarcelo in questa sua analisi

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Non fatevi impressionare. Non si è mai vista una crisi di governo seria che vada in onda in diretta da Fabio Fazio, almeno fino a oggi. Il presidente Napolitano, poi, non manderà mai il Paese alle urne con questa legge elettorale, piuttosto si dimetterà, costringendo tutti a un supplemento di serietà. Inoltre, le condizioni e i numeri per un Letta-bis paiono già presenti sulla scena, con buona pace del Cavaliere che rischia di pagare molto caro il suo ultimo azzardo politico. Detto questo, la reazione del mercato di ieri deve farci pensare. Non tanto per i risultati che ha portato con sé, assolutamente preventivabili vista la situazione politica, ma quanto sulla sua natura tutta interna. Siamo sinceri: questa crisi nasce a tavolino, ha tempistiche precise e altrettanto precisi effetti collaterali. Quanto di ciò che sta accadendo abbia a che fare con refoli di interesse straniero non è dato sapersi, ma non ci vorrà molto per scoprirlo.

Certo, se i protagonisti di quanto sta succedendo pensano di essere furbi, si sbagliano: hanno lasciato talmente tanti indizi sul terreno da farsi scoprire anche dal commissario Lo Gatto. Partiamo dall’inizio. Che ieri mattina lo spread ci avrebbe regalato una fiammata, non ci voleva un genio dei mercati per predirlo. Il problema è che anche un bambino capisce che quella dinamica puzzava lontano un miglio, ovvero un grande istituto italiano costretto da obblighi europei a scaricare un po’ delle sue miliardarie detenzioni di debito pubblico, ha sfruttato l’occasione per alleggerire il bilancio senza farsi notare, tanto con quanto accaduto nel weekend anche mia nonna avrebbe messo in preventivo il differenziale in rialzo. C’è voluto infatti poco perché lo spread Btp/Bund trovasse la forza di reagire. Dopo che il differenziale di rendimento tra i decennali italiani e quelli tedeschi ha sfiorato quota 290 punti base in avvio di seduta, già a metà mattinata era calato a 273 punti base.

Perché? Primo, parte dell’allargamento dello spread era dovuta al roll del decennale di riferimento, che da ieri mattina è il marzo 2024, mentre fino a venerdì era il maggio 2023. Secondo, anche i sassi sanno due cose: primo, Giorgio Napolitano farà qualsiasi cosa pur di non sciogliere le Camere e indire le elezioni anticipate con l’attuale sistema elettorale, quindi i mercati scontano già l’ipotesi di un Letta-bis, visto anche l’atteggiamento dei tre ministri Pdl di fronte all’aut aut posto loro dal Cavaliere; secondo, la possibilità di una revisione al ribasso del rating da parte di Fitch può anche starci, visto che ha un giudizio di un notch più alto rispetto alle altre agenzie ma l’allarme downgrade che ha agitato i desk venerdì pomeriggio era tutto e solo strumentale a far alzare la tensione nei confronti del Pdl, affinché fosse chiaro a tutti che con il suo operato Silvio Berlusconi stava portandoci verso un nuovo, devastante taglio del giudizio di credito.