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ALITALIA/ Coi bond il Governo prepara un altro salvataggio mascherato

Pubblicazione:giovedì 10 ottobre 2013

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I cosiddetti Capitani coraggiosi non distinguono un aereo da un camion; nessuno di loro, prima di entrare in Alitalia, ha mai operato nel settore. Inoltre, lo Stato gli concesse la parte buona dell’azienda, mentre la bad company venne scaricata sul bilancio pubblico. Come se non bastasse, in cambio del loro “sacrificio”, gli furono date vantaggiosissime agevolazioni. Considerate queste premesse, era impensabile che potessero realizzare un piano sostenibile. Che, oltretutto, a oggi comporterebbe tagli lacrime e sangue. Nel merito, è impensabile che una compagnia così piccola e così mediocre dal punto di vista del servizio offerto possa pensare di stare in maniera competitiva su tre mercati così profondamente diversi come quello nazionale, quello europeo e quello intercontinentale.

 

L’acquisizione da parte dei Benetton, già azionisti della compagnia e proprietari dell’aeroporto di Fiumicino, potrebbe essere una soluzione?

Se ci fosse questo interesse, l’avrebbero già comprata. Evidentemente, hanno visto i suoi conti e hanno capito che non gli conviene. Per metterci dei soldi bisogna avere una qualche prospettiva di non perderli. Probabilmente, solo Air France-Klm ha questa prospettiva.

 

Perché Air France sì e i Benetton no?

Air France si comprerebbe per un tozzo di pane un’azienda fallita, e sarebbe in grado di tenerla in vita rilanciandola all’interno di una strategia europea; perché è una grande compagnia. E, a differenza dei Benetton, dispone di un’economia di scala e del know how necessari per far funzionare anche la nostra piccola compagnia.

 

Non crede che Alitalia sia  strategica per gli interessi del Paese?

Se parliamo di settori in cui disponiamo di elevati livelli di  know how, allora è accettabile un ragionevole grado di protezionismo, per non perdere un importante asset industriale. Ma Alitalia non fabbrica aerei. Produce servizi. Per giunta, di livello medio-basso.  

 

La Francia è pur sempre il nostro principale competitor a livello turistico.

Insomma, qualcosa dovremo pur rimetterci. Lo ripeto: Alitalia, di fatto, è fallita. O scarichiamo per l’ennesima volta i costi sui contribuenti o ci accontentiamo di quello che viene. 

 

(Paolo Nessi)



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