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Economia e Finanza

SPY FINANZA/ I rumors che fanno tremare le banche

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Ma c’è un “ma”. Tale ipotesi, infatti, sarebbe eliminata nel momento in cui la Banca centrale europea varasse una nuova asta Ltro, iniziativa che allungherebbe le tempistiche per l’uscita da questo tipo di finanziamento e metterebbe meno sotto stress le banche per ripagare tale tipo di finanziamento. Insomma, Draghi conosceva l’intenzione dell’Eba e ha cominciato a parlare di terza asta oppure quella dell’Eba è una mossa concordata per fornire al capo dell’Eurotower l’alibi per indire l’operazione di rifinanziamento, stante il rischio sistemico cui si andrebbe incontro? Chi lo sa: vista l’aria che tira in Europa in queste ore, c’è proprio da navigare a vista. Una cosa è certa, anzi due. Primo, se passerà questa richiesta dell’Eba, l’attrattività dell’asta Ltro calerà e di molto, spingendo le banche ad altre forme di finanziamento: magari, come capita per le banche spagnole, un abuso delle self-help transactions, ovvero auto-emettere obbligazioni, farsele garantire dal governo di Madrid e poi usarle come collaterale presso la Bce per ottenere liquidità. A oggi dei circa 1,1 triliardi di euro delle due aste, sono rientrati alla Bce 352,9 miliardi di euro: il problema è che dei 665,7 miliardi ancora da restituire, le principali sette banche italiane sono tra le più esposte, con un aggregato di circa 120 miliardi di euro. Nodo che ha fatto volare gli stracci in sede Ue nelle ultime ore.

Secondo, con tempismo a dir poco perfetto, martedì il capo della Bundesbank, Jens Weidmann, parlando a Berlino ha inviato i seguenti due siluri a Mario Draghi: «La sorveglianza bancaria da parte della Bce deve essere solo temporanea. Nel lungo periodo, è desiderabile una divisione della sorveglianza attraverso un’istituzione europea indipendente. Inoltre, la Bce rischia di dover fronteggiare potenziali conflitti d’interesse tra la sua responsabilità di sorveglianza e il suo mandato di politica monetaria». Per finire, la chicca: «Le insolvenze bancarie devono essere possibili senza mettere a repentaglio la stabilità del sistema finanziario». Insomma, guerra totale. Con cotè di operazioni sotterranee che fanno capire come qualcosa fosse a grande rischio in queste ore. E forse lo sia ancora.

Con un atto quasi senza precedenti, la Bank of England ieri ha dato vita a un’operazione repo a lungo termine su tasso variabile, nei fatti un Ltro in piena regola. E decisamente emergenziale, visto che definire operazione repo a lungo termine un’asta con data di maturity 9 gennaio 2014, ovvero tre mesi, vuol dire che qualcuno era semplicemente disperato nel cercare liquidità. Una grande banca inglese stava pagando lo scotto a qualche operazione spericolata? Oppure il nuovo governatore della Bank of England, Mark Carney, ha fatto un favore al suo ex sodale in Goldman Sachs, Mario Draghi, aprendo i rubinetti di Threadneedle Street, non potendo la Bce intervenire emergenzialmente senza far rumore sui mercati e senza far aggrottare le ciglia al già iperattivo Weidmann? Nei desk londinesi girava voce di questa operazione almeno da una settimana, quindi che qualcosa scricchiolasse nelle segrete stanze di chi dà le carte lo si sapeva.