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SPY FINANZA/ I rumors che fanno tremare le banche

Pubblicazione:giovedì 10 ottobre 2013

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Altra certezza, l’operazione non servirà per intervenire sugli stati patrimoniali delle banche che parteciperanno ma per garantire un flusso di liquidità, in perfetto stile Qe. Qualcuno sta scherzando con il fuoco. E qualcun’altro invece sta sfruttando la situazione, tanto per non farci mancare un altro potenziale scossone a livello globale. Insomma, dietro le quinte si stanno creando le condizioni per un potenziale terremoto nel sistema bancario. A dare la stura a ulteriori dubbi, ci ha pensato John Podesta, ex capo dello staff presidenziale di Bill Clinton e oggi presidente del Center for American Progress, il quale si è sentito in dovere di lanciare un allarme contagio in caso gli Usa andassero davvero incontro al default: «Se i regolatori europei decideranno che le banche dell’eurozona avranno bisogno di uno stress test riguardo la loro esposizione a un default statunitense e cominceranno a chiedere un innalzamento dei requisiti di capitale, questo sarebbe disastroso. D’altronde, l’hanno fatto per il Portogallo, l’hanno fatto per la Grecia. Perché non dovrebbero farlo per gli Usa?».

Insomma, potrebbe esserci la tentazione di contemplare i rischi di un potenziale default Usa nei bilanci della banche europee, di fatto innescando una nuova crisi di panico e un delevarage violentissimo. Sono certo che non accadrà. Perché potrebbe essere una vera roulette russa.



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