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SPY FINANZA/ I rumors che fanno tremare le banche

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Martedì sono volati gli stracci tra Berlino, Bruxelles e Francoforte. E il motivo del contendere siamo stati noi, per l’esattezza le nostre banche. A scatenare le ire dei nostri partner - immaginate con chi in testa - i due grafici riportati a fondo pagina. Dicono chiaramente una cosa: i nostri istituti hanno preso molto dalle due aste Ltro e hanno ridato ancora poco di quel denaro che, seppur a tasso bassissimo, va restituito all’Eurotower. E non è una questione da poco, vi assicuro. Per più di un motivo. Primo, da settimane è nell’aria la volontà di Draghi di dar vita a un nuovo Ltro singolo entro fine anno, per cercare di sbloccare il meccanismo di trasmissione del credito, soprattutto tra i periferici. Ovviamente, mettere sotto la lente d’ingrandimento i nostri istituti - insieme a quelli spagnoli - per la poca propensione a ridare quanto ottenuto, fornirebbe un’arma straordinaria alla Bundesbank per porre il veto su quell’ipotesi.

Secondo, se c’è un brutto momento per mettere tensione sulle banche è proprio questo. Anche in questo caso, i sintomi di un qualcosa che si sta disvelando nelle segrete stanze ci sono tutti. Lunedì prossimo, i ministri delle Finanze dell’eurozona discuteranno infatti le misure di garanzia per le banche europee che dovessero risultare sottocapitalizzate dopo le verifiche condotte dalla Banca centrale europea e gli stress test. Una fonte Ue ha sottolineato che al momento non ci sono motivi di preoccupazione visto che «il settore privato dimostra interesse a investire nelle banche e i tempi per le eventuali ricapitalizzazioni sono abbastanza lunghi». Quanto ai tempi per le eventuali ricapitalizzazioni delle banche dell’eurozona che si dovessero trovare sottocapitalizzate, il calendario prevede gli stress test nella prima metà del 2014, eventuali richieste di ricapitalizzazione da parte della Bce nell’autunno e a quel punto altri sei mesi per trovare il capitale necessario.

Insomma, ottimismo e cautela con il badile, la parola d’ordine pare essere tranquillizzare. Ma così non è. Perché qualcosa che potrebbe mettere pressione enorme sulle banche sarebbe già in lavorazione, come al solito grazie a quei mattacchioni dell’Eba. Stando a indiscrezioni filtrate in ambito europeo - e alle quali l’Eba stessa ha risposto con un laconico “no comment” - in vista degli stress test del prossimo anno, si intenderebbe penalizzare qualsiasi banca che rimanga troppo dipendente dal denaro delle due Ltro. Quindi, primo rischio: se questa scelta verrà confermata o, quantomeno, non smentita, le banche - soprattutto italiane e spagnole - si affretteranno a ridare i soldi alla Bce, nei fatti ritrovandosi nella necessità di finanziare il gap di capitale in qualche modo, primo tra i quali sarà l’ulteriore restrizione nella concessione di credito ad aziende e cittadini. Ma basterà? Ne dubito. Insomma, l’Eba vuole tenere conto negli stress test del maggiore costo della raccolta che le banche avrebbero senza l’utilizzo delle Ltro: una specie di apocalisse per le nostre banche e quelle spagnole.

 

 



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