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SQUINZI/ Ma quale manovrina, all'Italia serve un manovrone

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Giorgio Squinzi (Foto InfoPhoto)  Giorgio Squinzi (Foto InfoPhoto)

“Abbiamo bisogno di fare un manovrone, non una manovrina”. Il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, intervenuto a margine dell’assemblea degli industriali di Como a Cernobbio, è tornato a lanciare l’allarme a poche ore dall’approvazione della cosiddetta “manovrina” per il rientro del deficit nel 2013. "Con lo status quo noi dalla crisi non usciamo, il nostro Paese rimarrà a crescita bassa o nulla", ha spiegato il numero uno degli industriali, ribadendo la richiesta di Confindustria affinché sul cuneo fiscale venga attuato un intervento di almeno 10 miliardi di euro. A riguardo, però, “il presidente Letta non mi ha lasciato molte speranze per il momento”, ha detto Squinzi. “Nell’incontro di martedì - ha quindi ricordato - Letta ha sottolineato che bisognava intervenire sul cuneo fiscale. Per noi un intervento di almeno 10 miliardi è assolutamente prioritario, una base per fare qualunque altro discorso. Letta però non ha fatto cifre e per il momento non mi ha lasciato molte speranze, mi ha risposto che non ci sono risorse". Squinzi ha risposto al premier che "in un Paese con una Pubblica Amministrazione che spende 800 miliardi all’anno, tagliare i costi del 2-3% significa risparmiare 20-25 miliardi". Attuare questi tagli, ha aggiunto il leader di viale dell'Astronomia, "mi pare fattibile, del resto tutte le nostre aziende davanti alla crisi lo hanno fatto e la riduzione del cuno fiscale è l'intervento assolutamente prioritario su ogni altro tipo di discorso".



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