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ALITALIA/ Sarmi: non toccheremo i soldi dei cittadini

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Sembra ormai definitivo l’ingresso di Poste Italiane all’interno del gruppo Alitalia con un finanziamento di 75 milioni sui 500 totali previsti per l’aumento di capitale del colosso italiano. Dopo le dichiarazioni del Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Maurizio Lupi arrivano anche quelle dell’ad di Poste Italiane, società partecipata interamente del Ministero dell’Economia e delle Finanze, quindi dallo Stato: “le risorse finanziarie per l’investimento saranno reperite esclusivamente dalla liquidità disponibile di Poste.” Con queste parole Massimo Sarmi vuole smentire nella maniera più assoluta che si possa attingere dai risparmi dei cittadini. “Un’azienda sana, riqualificata in grado di produrre utili”, ribadisce Maurizio Lupi. In questo modo Poste dovrebbe entrare a far parte del capitale di Alitalia con una quota attorno al 25% e potrà dire la sua di fronte alla decisione sulle scelte strategiche da adottare in futuro. Il resto dell’esborso per il salvataggio di Alitalia è compito dei privati che dovranno assecondare la mossa di Poste al momento dell’aumento di capitale. L’ex Ministro Corrado Passera sembra vedere di buon occhio l’operazione: “questa decisione potrebbe risolvere il dissesto finanziario dell’azienda e metterla in condizione di arrivare in fondo al piano di risanamento.”

(Precedente aggiornamento) - Continuano le strategie per portare a un aumento di capitale per Alitalia con la proposta di Maurizio Lupi per un investimento di 75 milioni da parte delle Poste italiane. Un aiuto statale? Il Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture dichiara che l’elargizione di tale cifra non deve essere valutata come un con tributato che attinge dalle casse statali, anche se il Ministero dell’Economia e delle Finanze è l’unico azionista di Poste Italiane. L’operazione delineata si svolge all’interno dei 500 milioni previsti per salvare Alitalia nell’ottica spingere i francesi di Air France a seguire gli altri azionisti nel finanziamento. 300 milioni dovrebbero essere elargiti dai vari soci mentre 200 verranno messi a disposizione dalle banche. “Air France è il principale partner di Alitalia. Vedremo come reagirà di fronte a quest’aumento capitale, se non accetterà bisognerà trovare un altro azionista di maggioranza”. Sembra più scettico a riguardo il presidente di Confindustria Squinzi che non vede di buon occhio un ipotetico intervento pubblico nella gestione del colosso italiano: “bisogna fare una riflessione seria per avere un piano sul lungo termine.” Vito Riggio, presidente dell’Enac, sembra più ottimista a riguardo: “Una volta che i soci approveranno l’aumento di capitale tutto proseguirà normalmente. Segnali positivi arrivano anche dalle istituzioni europee: il portavoce del commissario alla concorrenza ha dichiarato che Alitalia potrà ricevere l’aiuto a condizione che vengano rispettate le regole sul salvataggio e la ristrutturazione delle imprese.



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