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ALITALIA/ Arrigo: Poste, il fallimento è solo rimandato

Pubblicazione:sabato 12 ottobre 2013 - Ultimo aggiornamento:sabato 12 ottobre 2013, 12.24

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Alitalia, per ora, e per poco, è salva. Il Cda ha approvato la soluzione-ponte per salvarla dal fallimento definitivo. Ci sarà una nuova ricapitalizzazione (a cui darà il via libera definitivo l’assemblea di lunedì) da 300 milioni di euro, necessari per consentire la sopravvivenza dell’azienda e la realizzazione del nuovo piano industriale. 75 di questi verranno messi sul piatto da Poste italiane, che entrerà così a far parte della proprietà della compagnia. Abbiamo chiesto un parere a Ugo Arrigo, professore di Finanza pubblica all’Università Bicocca di Milano ed esperto di trasporti.


Come valuta l’ingresso di Poste Italiane in Alitalia?

Le Poste non si sono mai occupate d’aerei. Non si capisce, quindi, perché dovrebbero iniziare a farlo adesso con successo.

 

Dicono che ha avuto degli ottimi manager che hanno saputo procedere a efficaci ristrutturazioni aziendali.

Il successo di Poste italiane si può definire tale esclusivamente nel settore bancario-assicurativo. Ha potuto fare concorrenza a banche e assicurazioni semplicemente perché, evidentemente, disponeva già di una capillare struttura territoriale. Gli uffici postali, infatti, sono ovunque. Inoltre, ha goduto di un costo del lavoro relativamente basso. Tuttavia non dobbiamo dimenticare che il core-business, ovvero il servizio postale, è tutt’altro che apprezzabile. D’altra parte, i due manager che l’hanno ristrutturata, Passera e Sarmi, provenivano dal settore bancario e telecomunicativo.

 

Sarmi ha giurato che non saranno usati i soldi dei cittadini.

Quel che conta, in questa vicenda, è che un’azienda pubblica è - come io amo definirla - un’impresa formalmente di proprietà dallo Stato, controllata dai sindacati e pagata dai cittadini. In tal caso, quindi, si effettua un’operazione tra due entità governate dal medesimo soggetto economico: il sindacato, appunto.

 

In ogni caso, che effetti sortirà la ricapitalizzazione?

Alitalia, presumibilmente, continuerà a perdere. E tra pochi mesi sarà necessario ricapitalizzare per l’ennesima volta. Non vi è ombra, infatti, di un serio piano industriale.

 

Cosa ne pensa dell’ipotesi, che pare ormai scartata, di un bond emesso da Alitalia e sottoscritto dal governo?


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COMMENTI
12/10/2013 - Come al solito bell'articolo.... (Guido Gazzoli)

e condivisibile al 1000 x mille...ma le Poste Italiane hanno esperienza nel settore aereo...come non ricordare il successone di Mistral , la Compagnia aerea gestita dallo stesso attuale AD in modo talmente magistrale che , pur avendo in monopolio la distribuzione della posta e i giornali , dopo 5 anni dovette chiudere.....vuoi vedere che l'hanno chiamato al capezzale di CAI apposta? Con tutti questi esperti in buchi finanziari..mi sa che ci aprono un campo di golf...