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FINANZA/ I nuovi giochi degli speculatori sulla Grecia

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E che la torta faccia gola, lo si capisce dai numeri. Se il prezzo dei titoli di Alpha e Piraeus è salito solo dell’8% da quando i fondi Usa hanno cominciato a fare incetta, di fatto aumentando il capitale, i warrants tradati separatamente sono saliti rispettivamente dell’80% e di oltre il 100%. Questi warrants possono essere scambiati per azioni a un livello predeterminato e prima questo accade più rapidamente il controllo della banca passa dallo Stato al settore privato: «Sarebbe bello trovare il modo di accelerare ulteriormente la privatizzazione, visto che la domanda sta crescendo enormemente», ha dichiarato festante al Financial Times Vassilios Psaltis, direttore finanziario di Alpha. Un unico ostacolo per ora sta fermando questo processo, ovvero i prezzi di conversione ancora troppo alti per tentare gente scafata come i gestori di hedge funds: o si abbassano i trigger prices, oppure addio accelerazione tanto voluta e benedetta. Ma le norme contenute negli accordi di salvataggio della troika parlano chiaro e non sono negoziabili. Almeno, formalmente.

Ed ecco qui il terzo motivo. Alla Grecia non basterà un nuovo piano di aiuti, come confermato anche da Wolfgang Schaeuble, potrebbe esserci il rischio di una seconda ristrutturazione del debito, con ogni probabilità a metà del 2014. C’è quindi tempo per prepararsi a quell’evenienza, per tutti. Per l’Europa (leggi la Germania), lasciando la Grecia al suo destino senza sborsare altri soldi, per gli hedge funds, che vedranno le porte spalancate e lasceranno la baracca attraverso la più classica delle sliding doors un secondo prima della caduta, per gli studi legali che stanno già preparando una bella “operazione Argentina” attraverso le class action. E attenzione: tocca tenere d’occhio il livello del bond decennale ristrutturato da qui a Natale, i movimenti strani del prezzo potrebbero essere rivelatori.

Si potrebbero registrare rialzi, un ritorno dell’entusiasmo, magari grazie anche a straordinari dati macro impacchettati alla bisogna dal governo greco verso fine anno e per il 2014 o da qualche istituzione europea: a quel punto, potrebbe partire la macchina acchiappa-gonzi, chi ha paura di restare con il cerino in mano vende, con profitto, e scappa in anticipo. Qualcun’altro pagherà i costi. Per la seconda volta. Fra due o tre anni, forse, ce lo confermerà il Wall Street Journal.

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