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ALITALIA/ Contro Air France resta solo la "carta Swiss"

Pubblicazione:martedì 15 ottobre 2013 - Ultimo aggiornamento:martedì 15 ottobre 2013, 22.49

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Era una sfida difficile, quasi temeraria, ma aveva qualche possibilità di successo. Peccato che i “patrioti”, forse per eccesso di buonismo, se la sono giocata malissimo. È la vicenda di Alitalia, arrivata ormai all’ultimo giro in condizioni imbarazzanti. Un’ultima trasfusione di liquidità, un SOS alle ubbidienti Poste italiane travestito da opportunità industriale, e tra pochi mesi di nuovo l’alternativa secca: fallimento o svendita ad Air France. È questo lo scenario che tracciano gli addetti ai lavori. E che getta ingiustamente una luce di discredito sul tentativo di salvataggio che nel 2008 venne operato dal governo Berlusconi con la partecipazione determinante di Banca Intesa e del suo allora capo Corrado Passera.

Oggi Alitalia ha un miliardo di debiti e perde denaro, senza apparente possibilità di inversione di tendenza. Non ha un solido traffico sulle redditizie rotte internazionali, mentre sul raggio breve e medio compete per un buon 60% del mercato con Ryanair ed Easyjet, due colossi del low-cost, che lavorano a prezzi stracciati. Sulla storica roccaforte della Milano-Roma è stata di fatto battuta dalle Fs, e dunque non potrà che utilizzare i 500 milioni di euro faticosissimamente racimolati tra i contributi delle Poste e delle banche per restituire alla compagnia continuità aziendale e “farsi bella” per le nozze con i francesi. Sempre ammesso e non concesso che Air France continui a “dire sì”. Anche la compagnia parigina, infatti, ha i suoi problemi: ancora perdite, altri 2000 posti da tagliare... Non comprerà Alitalia “a qualunque costo”, ma si accinge a raccoglierne i cocci.

Alternative? Gli arabi di Etihad? Certo, una compagnia ricca, che però ha appena acquistato in India un’azienda come Jet Airways, la prima privata del Paese, più grande di Alitalia, e non è detto che voglia disperdersi in ulteriori diversificazioni: tutt’altro. Senza contare che la prelazione di Air France non è ancora scaduta.

L’implosione dell’ex compagnia di bandiera italiana è tuttora una di quelle notizie da prima pagina in tutto il mondo. L’Italia resta al primo posto tra le mete turistiche sognate dagli stranieri, che non ci si possa più arrivare su velivoli tricolori colpisce negativamente la fantasia. Ma d’altronde, è così. La sfida del 2008 è stata gestita male, con troppo buonismo. Alitalia aveva ottenuto quanto mai nessun’altra compagnia era riuscita a ottenere, cioè 4 miliardi di debiti abbuonati e migliaia di esuberi assorbiti, la Commissione europea autorizzò quel salvataggio pubblico - congiuntamente a quello della greca Olympic Airways - a condizione che fosse l’ultimo strappo alla regola. Non a caso il ricorso della British Airways contro l’eventualità che l’avvento in Alitalia del socio-Poste sia “un aiuto di Stato” ha buone chance di successo.


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COMMENTI
15/10/2013 - Swiss e Az (Antonio Ferri)

Cambia la forma ma il risultato è lo stesso; manager incapaci o ladri, risultato compagnia fallita, ai cultori della virgola e del punto e virgola l'onore delle puntualizzazioni. Per il futuro AZ non fallirà (c'è da salvare i posti di lavoro e per quanto riguarda la questione finanziaria si trova sempre una soluzione) ma gli italiani dovranno accettare le condizioni di AF che imporra di creare anche in Italia un mercato protetto sul tipo di quello francese e cioè forte stretta alle liberalizzazioni, compagnie low cost relegate in aeroporti scomodi e mal collegati, revoca concessione diritti di quinta libertà e così via. Tutto questo avrà un costo non direttamente misurabile ma piuttosto evidente ed in più avremo una compagnia AZ nana (su questo AF è stata molto netta) ed una serie di aeroporti anche essi nani (il piano nazionale aeroporti se mai vedrà la luce dovrà essere benedetto da AF) tutto al servizio di Parigi ed Amsterdam. Ad Az ed agli Italiani andrà ben peggio che a Swiss ed agli Svizzeri.

 
15/10/2013 - ALTRA CHICCA... (Guido Gazzoli)

la commissione Europea, con sentenza del giugno 2009, condannò il Governo al pagamento di forti multe perchè tutto l'impianto legislativo su cui si è basato il Piano Fenice NON ERA stato autorizzato dalla UE perchè ne violava le regole. Quella sentenza, se pubblicata in Italia dalla stampa, avrebbe fatto cadere tutto il piano... invece...

 
15/10/2013 - SWISS ?? (Guido Gazzoli)

Certo è che un pò d'informazione non farebbe male prima di scrivere.... Swissair fallì a causa di un piano , fatto da un gruppo di manager "yuppies" , che prevedeva l'acuisto di vettori stranieri e la loro gestione affidata ad una società di servizi dello SwissGroup . Gli edffetti immediati furono l'azione swissair alle stelle e la prospettiva di diventare un vettore globale oltrechè d'eccellenza quale era gia...solo che..i manager che crearono questo castello si ritirarono con cospicui emolumenti dovuti alla vendita delle azioni in loro possesso..e poco dopo si scoprì che le Compagnie acquistate erano TUTTE fallite con voragini di debiti che fecero crollare in 48 ore non solo SwissAir ma tutto lo Swissgroup , proprietario anche di una banca dove i dipendenti Swissair avevano messo i loro soldi. Le Banche negarono ogni aiuto e poi lo Stato intervenne costruendo assieme alle banche e una compagnia nazionale nominata Crossair il "piano Fenix" che portò alla nascita di Swiss... Incredibile no? Anche quel pèiano "Fenice2 si rivelò un disastro e nel giro di due anni Swiss accumulò perdite talmente grandi che Lufthansa la comprò per...1 Euro... C'è un bellissimo documentario su quest faccenda intitolato "Grounding" gli ultimi giorni della swissair..di cui consiglio la visione a chi volesse informazioni su questo ennesimo..."successo".. Anni dopo tutti assolti per prescrizione..e i managers a godersi i soldi rubati Guido Gazzoli