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FINANZA/ 2. I guai della Germania fanno scricchiolare l'Ue (e l'Italia)

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Insomma, un qualcosa di positivo per il sistema bancario italiano - anche se conviene aspettare e leggere bene cosa conterrà il provvedimento - e finalmente un passo verso la trattazione seria, da parte di un governo, della questione madre: le asimmetrie delle regole tra Italia e altri paesi. Per quanto, quindi, dovremo pagare il conto dell’inazione politica tedesca in ambito europeo? Perché nessuno ha il coraggio di alzare la voce con la Merkel, dicendo chiaro e tondo che le sue beghe politiche non possono riguardare tutta l’Europa? A noi viene ripetuto ogni piè sospinto che la nostra instabilità genere problemi per l’intera Ue: nessuno ha gli attributi necessari per dire lo stesso alle sentinelle d’Europa? E poi, tornando a Jens Weidmann, se il rischio derivante dall’eccesso di detenzioni obbligazionarie sovrane da parte degli istituti di credito è così grave - e lo penso anch’io - non è forse il caso di modificare quei Trattati? E in fretta, anche?

Oppure si teme che la supervisione unica porti anche un’unificazione dei criteri contabili per le banche dell’Unione, un qualcosa che potrebbe danneggiare, magari, il calcolo un po’ allegro dell’esposizione ai derivati di Deutsche Bank? O, magari, gettare nuova luce sul salvataggio delle banche dei Lander e di Commerzbank? Oppure ancora, qualcuno sta volutamente perdendo tempo, tanto per creare un po’ di nervosismo e instabilità in un momento in cui il cash-flow sull’Italia, sia sull’azionario che sull’obbligazionario che sugli immobili - dovuto alla ricollocazione di portafogli d’investimenti che fuggono da mercati emergenti e Usa - sta facendo erroneamente pensare che il peggio sia passato e non ci sia tutta questa urgenza di procedere con riforme e integrazioni?

Attenzione, qualcosa sta cominciando davvero a scricchiolare in Europa. Non a caso, alle elezioni locali in Francia questo fine settimana ha vinto il Front National (e cosa pensi Marine Le Pen su Europa e soprattutto euro lo sapete meglio di me). Le intenzioni di voto, a livello nazionale, parlano del partito di Le Pen al primo posto con il 23%, mentre Hollande è in caduta libera (22% di consensi), l’Ump è tentato di riesumare la salma politica di Nicolas Sarkozy e l’unico membro socialista che piace ai francesi è il ministro degli Interni, Manuel Valls, che parla dichiaratamente un linguaggio di destra e tre giorni fa è stato denunciato per incitamento all’odio da un movimento anti-razzista dopo la sua proposta di cacciare tutti i rom dalla Francia. Insomma, l’asse renano è morto, la Merkel non può più contare, almeno nell’immediato, negli scendiletto d’Oltralpe per dettare legge senza confronto. Quindi è più sola, più vulnerabile ma per questo più politicamente pericolosa, vista anche l’impasse interna. Andreotti diceva che a pensare male si fa peccato ma ci si azzecca quasi sempre. Lo ripeto, attenti alle mosse dei tedeschi.

 

P.S.: In compenso, c’è qualcuno che fa parte dell’Ue solo da poco più di tre mesi e già è costretto a porsi delle domande. Si tratta della Croazia, entrata nell’Unione il 1 luglio scorso e che da allora ha conosciuto un calo dell’export dell’11% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Stando a quanto riportato da Presseurop, citando il quotidiano croato Poslovni Dnevnik, il calo delle esportazioni solo nel mese di agosto è stato del 19%, mentre nei primi otto mesi di quest’anno la diminuzione rispetto al 2012 è stata del 6,3%. A cosa è dovuto questo risultato? Lo dice lo stesso quotidiano croato: «L’accesso nell’Ue ha esposto la Croazia a una molto maggiore competizione internazionale e alla perdita dei privilegi derivanti dall’appartenenza al Central European Free Trade Agreement (Cefta)». E con la Slovenia che sta raggiungendo il punto di non ritorno, l’Est potrebbe essere il nuovo fronte caldo di un’eurozona che pare tenuta insieme con il nastro adesivo. 



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COMMENTI
15/10/2013 - Ma mi domando.... (Eugenio Bravetti)

....questi croati non avevano prima del 1 luglio, televisioni internet, ecc? non sapevano che entrare in questa €uropa era come buttarsi da un ponte? Sono contento cmq in generale parlando...mi dispiace solo per i croati comuni che sicuramente sono stati trascinati dentro l'€uro (forse) non per loro scelta ma dei loro politicanti incapaci, venduti come i nostri

 
15/10/2013 - Ue espresso di Babele e Italia bancomat Ue (Carlo Cerofolini)

L’unica speranza per l'Italia per sfuggire dall'abbraccio mortale dell'Ue sarebbe abbandonarla quanto prima (uno studio 2012 per Merrill Lynch afferma che ci conviene e che a rimetterci sarebbe soprattutto la Germania) perché questo convoglio - essendo un espresso di Babele (copyright M. Thatcher) – prima o poi quasi sicuramente deraglierà rovinosamente, solo che noi a quel punto saremo andati definitivamente in malora. A proposito dicono niente gli oltre 50 miliardi che gli italiani hanno già scucito per il fondo salva stati di cui poi hanno goduto i Pigs. Con quei soldi ad es. la Telefonica (Spagna) prova a comprareTelecom, l’Irlanda è “fuori pericolo”, le banche Francesi e Tedesche si sono rifatte dalle loro sofferenze che avevano con i Pigs mentre noi ci stiamo impoverendo paurosamente perché siamo diventati il bancomat dell’Ue, e siamo pure ininfluenti a livello internazionale ed europeo, vedi invasione immigrati clandestini, marò, ecc. Ma si Può?