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LEGGE DI STABILITA'/ Bagnai: così l'euro frena la manovra del governo

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Sì, ma esiste un problema strutturale che si tende spesso a dimenticare. Se con una bacchetta magica facessimo crescere l’Italia al 3%, questo aumento dei redditi si tradurrebbe in nuove spese da parte dei cittadini e delle imprese. Allo stato attuale però queste spese si rivolgerebbero prevalentemente a beni prodotti all’estero. Il cambio è infatti sfavorevole rispetto ai nostri partner commerciali dell’Eurozona, verso cui si dirige circa il 50% del nostro interscambio. Se le famiglie italiane fossero più ricche, comprerebbero più latte bavarese e non più latte lombardo o campano.

 

Può spiegare meglio perché?

I prodotti tedeschi sono più convenienti perché sono espressi in euro e non nella valuta Deutsche Mark, che in realtà è l’unica che rifletterebbe davvero i fondamentali dell’economia della Germania. Una Golf tedesca acquistata in marchi sarebbe infatti del 30% più costosa, ma con l’euro diventa più conveniente della Fiat.

 

E quindi?

Anche nell’ipotesi, di per sé inverosimile, di una ripresa della domanda interna, ciò ci riporterebbe in una situazione di crescita dell’indebitamento estero, creando nuove tensioni sui mercati. Il problema di fondo da non dimenticare alla fine rimane lo stesso, e da questo problema non si riesce purtroppo a scappare. Anche se per farlo dimenticare si usano diverse armi di “distrazione di massa”.

 

A che cosa si riferisce?

L’intero dibattito su indulto e amnistia parte dalla scoperta dell’acqua calda, e cioè che le carceri italiane sono indegne di un Paese civile. Trovo curioso però che se ne parli proprio nel momento in cui bisogna prendere delle scelte molto dolorose sotto il profilo economico. È evidente che il vero scopo è distrarre l’attenzione degli italiani.

 

(Pietro Vernizzi)

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