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FINANZA/ La crisi dell'euro è pronta a regalarci un'altra tassa

Pubblicazione:giovedì 17 ottobre 2013

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Esattamente, e si produrrebbe quindi una grave iniquità. Lo stesso discorso vale per le aziende che si vengano a trovare con una liquidità temporanea proprio nel momento del prelievo. Al di là però di questi aspetti, ritengo che non sia corretto che i cittadini e le imprese si trovino a pagare dei costi così alti. Quella attuale è infatti una crisi prettamente finanziaria, determinata da errori cui la stessa Trojka non ha saputo dare delle risposte adeguate. Poiché ora il Fmi non è in grado di trovare delle soluzioni, fa ricadere le conseguenze su soggetti che non c’entrano nulla.

 

In fondo non sono gli stessi contribuenti a dover pagare gli interessi sul debito pubblico fuori controllo?

Il debito non è un problema in quanto tale, ma solo nella misura in cui gli Stati non riescono a farvi fronte. Gli strumenti per tenere il debito sotto controllo sono tre: la monetizzazione, il ricorso alla fiscalità e il taglio della spesa. Con l’introduzione dell’euro gli Stati hanno abbandonato lo strumento principe, la monetizzazione. È come partecipare a una gara di automobilismo con un’auto cui manca una ruota. Ciò rende impossibile una gestione del debito in modo proficuo, e ci pone in condizioni di svantaggio rispetto a tutti gli altri Paesi del mondo.

 

(Pietro Vernizzi)



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