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Economia e Finanza

SPY FINANZA/ Da Washington un "siluro" puntato contro l’Italia

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E come stanno, davvero, le nostre banche, al netto dell’ottimismo di Saccomanni di ritorno dall’Ecofin? Ce lo dice l’ultimo rapporto mensile dell’Abi: continua la crescita delle sofferenze bancarie. Complice la crisi, le sofferenze bancarie lorde ad agosto hanno raggiunto i 141,8 miliardi, 2 miliardi in più rispetto ai 139,8 miliardi di luglio e in crescita di ben 26 miliardi rispetto a un anno fa (+22,4%). In rapporto agli impieghi, le sofferenze sono risultate pari a al 7,3% contro il 5,9% di un anno fa. Un valore che raggiunge il 13,1% per i piccoli operatori economici (10,9% a luglio 2012), l’11,7% per le imprese (8,8% un anno prima) e il 6,1% per le famiglie consumatrici (5,3% ad agosto 2012). Siamo ancora lontani dal record storico del 9,9% di dicembre 1996, ma la distanza rispetto al 2,3% del 2008 pre-crisi è sempre più forte. «La congiuntura macroeconomica negativa e la difficile situazione delle imprese continuano a riverberarsi sulla qualità del credito bancario», ha spiegato l’Abi, sottolineando come le difficoltà del mondo imprenditoriale si riflettano in un’ulteriore contrazione della domanda di credito da parte delle imprese, considerato che secondo gli ultimi dati elaborati da Crif, nei primi otto mesi del 2013 il numero delle domande di finanziamenti è diminuito dell’1,1% rispetto allo stesso periodo del 2012.

Insomma, si smette anche di chiedere prestiti, tanto si sa che non vengono erogati se non attraverso garanzie o prezzi folli. Capite ora perché nella manovra il governo non solo ha infilato l’ammorbidimento della deducibilità delle perdite sui crediti ma anche l’accelerazione del processo di rivalutazione delle quote di partecipazione delle grandi banche nel capitale di Bankitalia? Perché si balla. Siamo alla quasi “bad bank”, ovvero lo Stato si fa garante dei crediti deteriorati? Alle banche piacerebbe, a Bankitalia no e, soprattutto, il giorno dopo la troika suonerebbe alla porta. Attenzione ai prossimi giorni, un siluro verso l’Italia starebbe per partire da Washington, stando ai bene informati. E il rischio che l’Eba sia tentata di inserire criteri di ammortamento ulteriore per le banche troppo dipendenti dalle aste Ltro - come quelle italiane e spagnole - è sempre lì, dietro l’angolo. All’Ecofin ne hanno parlato? Ufficialmente no. A porte chiuse, in un ufficio con sole cinque persone all’interno, sì. 

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