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ALITALIA/ Ichino: la difesa della cordata ci costerà Fiumicino e Malpensa

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Non c’è soltanto la procedura fallimentare per gestire il trasferimento di un’azienda di queste dimensioni a un nuovo imprenditore senza interruzione della sua attività. La cosa importante, però, sarebbe che questo trasferimento avvenisse rapidamente, anche eventualmente attraverso una fase molto breve di nazionalizzazione, con azzeramento del capitale investito dai vecchi soci ed estromissione del vecchio management.

 

Lei ha recentemente scritto che 5 anni fa il rifiuto dell’offerta Air France-Klm ci è costato almeno quattro miliardi e mezzo. Il Senatore Brunetta, e non solo lui, risponde che si tratta di un calcolo sbagliato. Qual è la situazione reale di Alitalia e quali sono le responsabilità della politica?

Ho risposto pubblicamente a Brunetta chiedendogli di spiegare a me e agli spettatori di Che tempo che fa dove sarebbe il mio errore di calcolo. Poiché fin qui non mi ha risposto, e non voglio accusarlo di mentire deliberatamente, devo concluderne che sia lui a non conoscere le cose di cui parla. Quanto alla responsabilità politica dell’aver strappato la tela tessuta pazientemente e sapientemente da Tommaso Padoa Schioppa nel 2007-2008 per la fusione con Air France-Klm - primo vettore aereo mondiale - chiunque abbia seguito la vicenda sa che questa responsabilità va paritariamente divisa tra i sindacati e Silvio Berlusconi.

 

Perché?

Nel marzo 2008, prima che il Cavaliere mettesse - come si suol dire - i piedi nel piatto avvertendo che dopo le elezioni si sarebbe incaricato comunque di far saltare l’accordo per difendere l’“italianità” di Alitalia, i sindacati avevano già steso i loro cavalli di frisia ponendo condizioni che Spinetta, l’AD della compagnia franco-olandese, non avrebbe mai accettato. È il vero caso di dire che sindacati e Berlusconi si sono fatti sponda a vicenda. Non era, del resto, la prima volta che si manifestava una ostilità bi-partisan nei confronti dell’investimento di una multinazionale straniera su di una nostra azienda.

 

Lei si è battuto per la fine del monopolio pubblico dei Servizi pubblici per l’impiego seguendo i principi europei di libero mercato. Cosa pensa di questa modalità di salvataggio-“aiuto di Stato”?

Si sarà capito che ne penso molto male.

 

(Giuseppe Sabella)

 

in collaborazione con www.think-in.it

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COMMENTI
21/10/2013 - il costo sarà a fiumicino, a malpensa han tagliato (Luca Battanta)

Sinceramente non credo nel miracolo della vendita ad Air France.Ciò che mi ha stupito è sentire parlare il Prof.Ichino che nel 2008 era possibile difendere Malpensa.Se non ricordo male era proprio Lei a tendere verso l'hub unico a fiumicino. Per il cargo Malpensa direi non ha bisogno di essere difesa semmai va rinforzata.Non dimentichiamo il 50% del cargo che passa per Malpensa. Vorrei ricordare che Malpensa nonostante i tagli feroci di rotte da parte di Alitalia si è riuscita a rimanere in piedi.Di recente grazie a vettori stranieri alcune rotte che Alitalia aveva tagliato sono tornate su Malpensa.Per citarne alcune al Prof.Ichino non dimentichiamo Miami di American Airlines, Air Canada che collegherà Toronto.Non bisogna scordare gli investimenti di Emirates a Malpensa in occasione dell'apertura della rotta su New York. E il suo parere sul ruolo di Linate qual'è Professor Ichino? A questo punto è meglio a Mxp e lin Alitalia lasci ulteriormente spazio ad altri a mio parere.Dall'ultimo piano industriale Alitalia il cambio di strategia non c'è e a Mxp e lin andrebbe qualche briciola. Sarà a Fiumicino che davvero costerà caro il ridimensionamento di Alitalia.Air France lo sostiene da anni: tra le migliaia di esuberi(e gli esuberi mascherati da precariato),i tagli al lungo raggio e a nuovi aeromobili che intende fare air france ad alitalia per i sindacati non c'è da dormire tranquilli.La mia soluzione per alitalia?Quello che è successo a Swissair

 
18/10/2013 - Un confronto utile (Giuseppe Crippa)

Propongo di confrontare questa intervista con quella al ministro Lupi, sempre sulla situazione di Alitalia, pubblicata da IlSussidiario.net il 15 ottobre scorso. Per aiutarli nel confronto offro loro le seguenti domande: Quale dei due intervistati sembra più documentato? Quale meno retorico? Quale più rispettoso dell'intelligenza dei lettori?