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ALITALIA/ Il "gioco" di Air France che punta al fallimento

Pubblicazione:domenica 20 ottobre 2013

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Nelle procedure fallimentari, di norma, si incarica un commissario di verificare i crediti privilegiati che, solitamente, sono quelli dei lavoratori e, a seguire, quelli dei fornitori e degli azionisti. Le attività, con l’accordo dei creditori, continuano. Solo se continuano, infatti, i creditori hanno più probabilità di vedere i propri soldi.  

 

Air France potrebbe aver votato contro il recupero delle perdite ma, tra un mese, sottoscrivere l’aumento di capitale?

Un’impresa, in questi casi, può fare quello che gli pare e piace.

 

A che condizioni potrebbe sottoscrivere?

Se resta in piedi l’opzione di acquisto di Alitalia da parte di Air France, allora Air France pretenderà di scrivere il piano industriale. Non avrebbe alcun senso che il compratore attendesse il piano industriale di chi ha fatto fallire l’impresa.

 

Cosa potrebbe prevedere il piano industriale?

Un drastico ridimensionamento delle rotte. Alitalia, infatti, perde. Ma non ovunque. Si taglieranno quelle attività effettivamente indifendibili.

 

Cosa ne pensa dell’entrata nella proprietà di Poste italiane?

È l’aspetto più intollerabile di tutta la vicenda. È stato affermato che si è trattato di una libera scelta dell’azienda. E che l’operazione non è stata effettuata con i soldi degli italiani. Ma chi ci crede? Per sostenere questa tesi rispetto a un’azienda che è interamente nelle mani dello Stato, ci vuole un coraggio da leoni. 

 

(Paolo Nessi) 



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
21/10/2013 - Coraggio da leoni ? (Antonio Ferri)

Per fare certe affermazioni non serve un coraggio da leoni, basta la faccia tosta dei politici italiani.