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DIETRO LE QUINTE/ Ecco cosa nasconde la lettera segreta di Draghi

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Una banca che arriva al punto di non pagare i bond in scadenza, o parte di essi, è come lo Stato che arriva al default. Tuttavia, il problema esiste, e con il caso Cipro si è iniziato ad affrontarlo prevedendo effettivamente la possibilità che i buchi delle banche siano colmati, anzitutto, dagli azionisti e, in subordine, dagli obbligazionisti, dai correntisti e dallo stato. Questa, del resto, è la linea sostenuta dalla Germania e dal governatore della Bundesbank che ha affermato esplicitamente che il modello andrà seguito anche in un’ottica europea. La lettera di Draghi è legata al rischio che di fronte alla necessità di salvare il sistema bancario passi la linea tedesca.

 

Tutte le opzioni sul tavolo sembrano avere effetti collaterali. Le ricapitalizzazioni non potrebbero essere poste in carico alla stessa Bce?

Da quello che si intuisce, è la strada che ha in mente Draghi. Probabilmente,  tuttavia, la Bce non ha il mandato per farlo. Gli esperti giuridici dell’Unione europea affermano che i trattati non consentono operazioni del genere. Ci sarebbe bisogno di rivederli. Oppure, potrebbero essere emendati. Il Fiscal compact, d'altra parte, non era previsto, ed è stato aggiunto proprio attraverso un emendamento. Se Draghi è arrivato al punto di scrivere una lettera del genere è perché conosce bene il conflitto che esiste all’interno della Bce, e sa di non potere agire autonomamente. Prima ancora che di una soluzione tecnica, quindi, è alla ricerca di un sostegno politico.  

 

(Paolo Nessi)



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