BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

FINANZA/ Tutti i disastri dei "grandi" economisti

Pubblicazione:lunedì 21 ottobre 2013

Infophoto Infophoto

E cambiare l’ambito di analisi non sposta la questione. Passando dalla dimensione europea a quella mondiale o a quella italiana, si arriva sempre alla stessa desolante conclusione: ricchezza dei pochi ricchi in aumento e numero di poveri in aumento, simultaneamente. Secondo un dossier presentato dalla Coldiretti a Cernobbio, in Italia siamo alla cifra record di oltre 4 milioni di poveri, in aumento del 10% sullo scorso anno e del 47% rispetto al 2010. Potenza dei frattali. E il governo cosa sta facendo? Qualcuno sta facendo qualcosa?

Ma non dobbiamo essere pessimisti, la realtà si muove, le persone si svegliano dalla letargia in cui le ha collocate la disinformazione dei media ufficiali. Proprio domenica scorsa ho partecipato a Roma a un incontro organizzato dall’Associazione Reimpresa, intitolato “Uscita dalla crisi”. A tale incontro, durante il quale sono stati presentati una serie di progetti e di iniziative di sviluppo imprenditoriale e di reciproco aiuto, hanno partecipato numerosi movimenti “sovranisti”, cioè gruppi e associazioni (oltre a singole persone) che hanno a cuore il ripristino della sovranità monetaria, per tornare a una moneta che sia al servizio dell’economia reale. E c’era grande entusiasmo, altro che depressione. Come scrisse MacIntyre, occorre tornare alle comunità locali.

Nel frattempo, la grande finanza barcolla: i correntisti della Chase Bank (gruppo JPMorgan) hanno ricevuto una lettera in cui vengono avvisati dei nuovi vincoli imposti dall’istituto americano: impossibile fare bonifici verso l’estero e impossibile movimentare più di cinquantamila dollari entro un ciclo economico (tipicamente 25 giorni). In un articolo che commenta la notizia è scritto: “Affermando che i bonifici internazionali sono proibiti, la Chase Bank sta dicendo che potrebbe essere in bancarotta perché non ci sono soldi da ritirare”. Come a Cipro, dove fuori dalle banche si sarebbe potuto benissimo trovare un cartello “Qui c’erano i tuoi soldi”. Ma nel caso della banca americana il problema sarebbe spaventosamente amplificato.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  

COMMENTI
21/10/2013 - con il partito del PUD€ monopolista.... (Eugenio Bravetti)

dell'informazione non possiamo aspettarci altro che queste risposte ossia che la colpa non è dell'euro ma del debito. Fino a che queste persone non si decideranno ad informarsi e a studiare un attimino come funziona l'economia ma al contrario crederanno a tutto quello che viene detto tramite i canali di disinformazione totale rappresentati da tv, giornali, ecc ecc, non cambierà nulla. FUORI IMMEDIATAMENTE DA QUESTA FOGNA CHE E' L'EURO il quale non è una moneta ma un METODO DI GOVERNO imposto per far nascere crisi e imporre ai popoli riforme che non sarebbero MAI STATE ACCETTATE. Speriamo che la collezione della lira che sta stampando la zecca di stato sia di buon auspicio per ricominciare prima possibile a stampare lire vere e non falsi da collezione. Ma con questa classe dirigente incompetente, corrotta, cieca e sottomessa alle oligarchie della finanza c'e solo da aspettarsi l'epilogo peggiore che SICURAMENTE ARRIVERA'

 
21/10/2013 - commento (francesco taddei)

non sono un economista ma volevo porre alcune questioni all'autore. il fatto che in italia ci sono tante tasse non è perchè abbiamo un grande debito pubblico che va onorato? e poi per diminuire le disuguaglianze l'unico metodo non è il socialismo reale? forse sarebbe meglio aprire alla concorrenza interna i settori del lavoro protetti e dare parità di condizioni tributarie. ma nel paese delle caste nè socialisti nè cattolici ci hanno mai pensato.