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FINANZA/ Tutti i disastri dei "grandi" economisti

Grande è la confusione che regna sotto il cielo dell’economia. GIOVANNI PASSALI mette insieme le ultime notizie provenienti da tutto il mondo che confermano tale assunto

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Grande è la confusione che regna sotto il cielo dell’economia. La più recente testimonianza viene dall’assegnazione dei Nobel, che quest’anno ha visto premiati i lavori di Fama, Hansen e Shiller. In particolare, il primo e l’ultimo si oppongono in maniera radicale. Fama è il più anziano, autore negli anni Settanta di un lavoro, fondamentale nella sua ricerca, volto a dimostrare che i mercati finanziari sono sempre efficienti, cioè il prezzo delle azioni incorpora sempre le informazioni disponibili agli investitori. A lui e ai suoi studi si deve la “teoria del mercato efficiente”. Shiller invece è l’inventore di un indicatore che porta il suo nome e che indica il movimento dei prezzi del settore immobiliare. Ed è uno dei pochi che ha predetto lo scoppio della bolla dei mercati finanziari nel 2000.

La distanza culturale tra i due è enorme, tanto che Fama in un’intervista del 2010 dichiarò che le bolle finanziarie non esistono: “Non so nemmeno cosa vuol dire una bolla. Sono parole diventate di moda, ma che secondo me non hanno senso”. E questo nel 2010, cioè dopo tre anni dall’inizio dell’attuale devastante crisi: un esempio luminoso di incapacità a guardare in faccia la realtà che a tutt’oggi attanaglia gli ideologi del libero mercato. E se la realtà racconta una storia diversa, beh, tanto peggio per la realtà. Così si favoriscono e si propagano le menzogne.

Ancora oggi tanti tra noi fanno fatica a distinguere tali menzogne dalla realtà, bombardati come siamo quotidianamente da una massa di informazioni senza un giudizio critico. E così pure un commentatore di un mio articolo, sicuramente in buona fede, arriva ad affermare che “il problema non è l’euro ma il debito” (nel titolo del commento). E poi: “Cerchiamo di essere oggettivi e di non guardare soltanto a noi stessi: in questi anni miliardi di persone, in Asia e in Sud America, sono uscite dalla povertà e godono di un tenore di vita più vicino al nostro”.

Io l’ho già ripetuto decine (centinaia?) di volte, ma occorre ribadirlo: nell’attuale folle architettura monetaria “euro” e “debito” sono la stessa cosa. Non esiste una fonte “gratuita” di euro, ogni euro messo in circolazione diventa un debito per qualcuno e non fa che aumentare il debito totale del sistema. E raccolgo volentieri l’invito del lettore, “cerchiamo di essere oggettivi”: vent’anni fa vi era la metà della popolazione mondiale sotto tale soglia, oggi circa un quarto. Ma questo da un punto di vista solamente numerico, senza cioè tener conto del reale valore del dollaro. Ma cosa si ottiene invece se si tiene conto del reale potere di acquisto? Quanto valgono oggi 1,25 dollari (la soglia di povertà) di venti anni fa? Secondo un recente studio della Banca Mondiale, circa 500 milioni di persone in più vivono sotto la soglia della povertà; una stima al rialzo dovuta a nuovi metodi di rilevazione che tengono conto dell’aumento del costo della vita.

L’economia e la finanza sono frattali, cioè la legge di distribuzione sottostante favorisce gli eccessi, favorisce l’accumulo di grandi ricchezze e la diffusione di grande povertà. E i numeri cosa dicono? La stessa cosa: “La distanza tra ricchi e poveri sta aumentando”, secondo un rapporto della Croce Rossa Internazionale. E la situazione non sembra destinata a migliorare: secondo Eurostat, si prevede un picco di 120 milioni di poveri entro il prossimo anno. Tutto torna (purtroppo!). Ma se l’economia e la finanza sono frattali, allora il prezzo giusto non esiste e i mercati non sono efficienti. Esattamente il contrario di quanto affermato dal premio Nobel Fama.


COMMENTI
21/10/2013 - con il partito del PUD€ monopolista.... (Eugenio Bravetti)

dell'informazione non possiamo aspettarci altro che queste risposte ossia che la colpa non è dell'euro ma del debito. Fino a che queste persone non si decideranno ad informarsi e a studiare un attimino come funziona l'economia ma al contrario crederanno a tutto quello che viene detto tramite i canali di disinformazione totale rappresentati da tv, giornali, ecc ecc, non cambierà nulla. FUORI IMMEDIATAMENTE DA QUESTA FOGNA CHE E' L'EURO il quale non è una moneta ma un METODO DI GOVERNO imposto per far nascere crisi e imporre ai popoli riforme che non sarebbero MAI STATE ACCETTATE. Speriamo che la collezione della lira che sta stampando la zecca di stato sia di buon auspicio per ricominciare prima possibile a stampare lire vere e non falsi da collezione. Ma con questa classe dirigente incompetente, corrotta, cieca e sottomessa alle oligarchie della finanza c'e solo da aspettarsi l'epilogo peggiore che SICURAMENTE ARRIVERA'

 
21/10/2013 - commento (francesco taddei)

non sono un economista ma volevo porre alcune questioni all'autore. il fatto che in italia ci sono tante tasse non è perchè abbiamo un grande debito pubblico che va onorato? e poi per diminuire le disuguaglianze l'unico metodo non è il socialismo reale? forse sarebbe meglio aprire alla concorrenza interna i settori del lavoro protetti e dare parità di condizioni tributarie. ma nel paese delle caste nè socialisti nè cattolici ci hanno mai pensato.