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Economia e Finanza

PRIVATIZZAZIONI/ Così Telecom e pensioni fanno "saltare" il piano di vendite

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Sorgono due domande. Dove sono i capitali pronti ad affluire verso un’Italia considerata in fondo alla classifica (75sima all’ultima conta) del Doing Business della Banca Mondiale? L’incertezza del quadro regolatorio è l’ostacolo principale: le modifiche di Opa e golden power proprio mentre l’operazione Telefonica-Telecom è in corso non inducono certo a incoraggiare potenziali capitali stranieri. Lo inducono ancora meno le modifiche alle normativa sulla previdenza (pare che ogni ministro del Lavoro voglia una riforma della previdenza con il suo nome). Dove sono i manager? Se ci si rivolge ai soliti noti che hanno una certa responsabilità nello sconquasso attuale, come pensare di migliorare la situazione?

C'è anche una terza domanda. Per incidere davvero, le privatizzazioni “scomode” devono riguardare anche il tentacolare “capitalismo municipale” e “regionale”. In materia verrà detto qualcosa di liberale? O anche soltanto di liberal-socialista?

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COMMENTI
21/10/2013 - commento (francesco taddei)

privatizzare telecom si può (io non sono d'accordo visto che negli altri paesi un campione nazionale c'è e c'è anche una gestione seria), ma l'unico vincolo da porre è la volontà di farla crescere, non di saccheggiarla.